venerdì, 30 luglio 2004

Hei,sveglia.Sono le otto meno un quarto,dobbiamo sbrigarci. è con queste parole che la vostra eroina(sarei io?!)ha iniziato la sua giornata,ieri.Una fugace colazione a base di cereali a miele e cocco(eccezionali)mentre mio padre guarda l'ennesimo episodio di Hunter e io scopro l'originale Famiglia Addams in bianco e nero su la7.Alle 8.30 siamo tutti pronti per uscire,si va!Meta prevista:il poliambulatorio. Il poliambulatorio è insieme ospedale e sede universitaria della facoltà di medicina:è enorme,una vera e propria città.Sono arrivata in auto e poi ho dovuto prendere un affollatissimo pulmino(eravamo così tanti e stretti in quel piccolo quattro ruote che come dice Simone quelli che vengono dall'Albania sembrano stare sulla Love Boat!)che collega i tanti edifici della sede,per raggiungere quello numero 10:piano secondo,dove ho fatto una visita di controllo. Che genere di visita?No,un semplice controllo tanto per sapere se morirò tra un mese o meno!Scherzo!!Appena arrivata lì ho fantasticato sull'improvvisa scoperta di un male incurabile di cui sono afflitte le protagoniste dei film della serie"donne al bivio"(o meglio sfigate)che passano canale5 e raidue.Oppure di ricevere la prescrizione di antibiotici,pasticche,medicinali di qualsiasi genere.Ma si,somministratemi un pò di roba! L'attesa,nonostante vecchi e bambini(la razza peggiore)non mi ha snervato più di tanto. Che cosa?????Un bambino perennemente in braccio alla madre non faceva altro che tormentarla toccandole i capelli e giocando a "applaudiamo mamma".Un altro piccolo essere seduto accanto a me non stava un attimo fermo:mi sconcentrava!!!E una signora chiedeva a tutti"che numero è lei?e lei?"E cazzi suoi???!!!Lasciato il policlinico con mio padre mi dirigo in centro,da Feltrinelli in cerca di libri.Trovo questo per mia sorella e il mio invece lo ordino dato che la sola copia presente è logora e col cavolo che la prendo dovendo sborsare più di 40euro.In compenso prendo il secondo dvd in due giorni(ho preso questo nell'unico centro commerciale vicino casa).Girando in auto per il centro mi accorgo che la doppia fila è d'obbligo,così chiedo delucidazioni a mio padre che esclama"questa non è una città,è un paese di merda!"Giusto,ovvio,che te lo dico a fare. Rigorosa tappa dalla Rinascente,con coriandoli e palloncini in aria a segnalare l'acquisto della camicia numero 2.736 da parte di mio padre.E commessa che ci scambia per stranieri per via del nostro aspetto nordico e della mia occupazione:scrivere sul mio inseparabile taccuino(bah!). Un uomo per strada saluta mio padre,mi indica e si mette le mani in testa.Il motivo?Beh,quando avevo circa sei anni,mentre mia madre dormiva,mio padre ha pensato bene di portarmi da quest'uomo:il suo barbiere di fiducia,che si ricorda ancora di me. Il risultato?Sono diventata uomo!Quei capelli,così corti per una bambina,hanno annientato ogni minimo bagliore di femminilità,ogni vago accento di sensibilità nella mia persona. Ecco perchè sono così! Ecco perchè non ho una gonna nell'armadio,nè un paio di scarpe coi tacchi.Non sono una di quelle che scrive tvb alla fine di un messaggio(come fanno alcune mie amiche)e considero la maggior parte dei ragazzi che conosco delle femminucce visto che mi sento più maschio di loro.

Ah,quante cose sono cambiate da quel taglio di capelli....

S.

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venerdì, 30 luglio 2004

Prima ci confermano loro,poi ci illudono così ed ora ci dovremmo accontentare di questi coglioni!!! No,io non ci vado!

S.

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giovedì, 29 luglio 2004

Quando penso a Sondre Lerche, le prime due cose che mi vengono in mente sono i miei diciassette (quasi diciotto) anni ed un senso dolceamaro di ammirazione misto ad invidia.

“Ask me anything you like
I'll reveal everything
I will treasure the truth
You could know anything”

  Poi un'immagine di lui con i capelli corti, non ancora ventenne, che si agita in quel suo modo scomposto con la chitarra, un playback smaccatamente falso a fare da sottofondo agli sguardi velatamente perplessi dei giovanilissimi giovani del festivalbar. Sembrava ancora di piu’ un corpo estraneo, senza musicisti, fingendo di cantare quella ninna-nanna ipnotica senza troppo appeal per il pubblico estivo.

I am but a fool to play unaware of things

If I'd treasured the truth

I would tell it to you”

  E non e’ strano, semmai paradossale, che nonostante tutto non apparisse fuori luogo; diverso musicalmente e come aspetto, ma in un certo senso proprio per questo ben amalgamato per insaporire il tutto, una spezia rara in una ricetta un po’ piatta, sosprendentemente a suo agio.

“I'm coming down to tell you what I know
To say what's real, to let you know
Where I have been and how I had to”

  Forse neanche tanto sorprendentemente, considerato che scriveva canzoni da quando aveva 14 anni e andava a suonare musica acustica nei club della sua citta’ natale quando ancora era troppo piccolo per entrarci legalmente, in quei club.

“Sleep on needles
You'll believe you are hard
Sleep on needles
And hear only the truth”

  Solo che, per chi lo aveva gia’ visto in preda a fremiti incontrollabili nel video della stessa canzone, pareva strano che non fosse intimorito da tutta quella gente, magari schiacciato tra uno Zucchero e un Max Pezzali ancora 883, o tra un Erosramazzotti e un Biagioantonacci, o come premessa di un Pinodaniele o appendice di un Alexbritti. E ancora, non dava l’impressione di essere cosi’ disperato da essere stato costretto di forza a promuovere il suo album al festivalbar. Sembrava persino – Dio, chi puo’ dirlo? – divertirsi.

 

  Magari mentiva, ovvio. Magari il corrispettivo norvegese di un Malcom McLaren lo aveva taglieggiato per costringerlo ad esibirsi. Ma quello che si vedeva era solo lui, scanzonatamente rilassato, a fingere di suonare da solo sul palco del Festivalbar.

“Am I likely to succeed with the way things are?
Judging by your smile
You are holding something back”

  Ecco perche’ non pochi, in Italia, hanno sorriso al secondo album di Sondre come alla nuova lettera di un amico lontano, un tipo piacevole che ci porta per un po’ nel suo mondo, senza instupidirci ne’ volerci ammaestrare – ci parla, gli piace farlo, ed ascoltarlo e’ piacevole.

 

  Ecco perche’ vederlo prendere (e prendersi) per il culo nei video di Two Way monologue e Days that are over, le sue buffe espressioni credibili anche mentre lancia la matita come Il signor Show e’ sempre un piccolo piacere.

“I'm sleepless around midnight
There's a change in the wind
The remembrance of things you used to hold back”

  Come leggere l’intervista comparsa da qualche parte in Italia un paio di mesi fa, in cui per spiegare il modo differente in cui e’ vissuta la musica in Norvegia raccontava che, al suo liceo, i bulli, i fighi, i figli di papa’ ascoltavano Morrissey e gli Smiths (colgo l’occasione per chiedere aiuto. E’ da quando ho letto l’articolo che non riesco a togliermi dalla mente l’immagine di Sondre sollevato di peso e tenuto a testa in giu’ nel bagno sulle note di There’s a light that never goes out... Aiuto!!!).

I come around each time your notes are high
To tear you down and drag you up
To let you know what's going on while I…”

  E’ difficile farselo venire antipatico, bisogna impegnarsi e cominciare a pignoleggiare sulle sue smorfie, sulla sua attitudine pop, sul fatto che certo non fa granche’ per non svendersi in giro.

Sleep on needles
You'll believe you are hard
Sleep on needles
And hear only the truth”

Pero’ (e qui subentra l’invidia) voi, al posto suo, cosa fareste?

  Io starei con la mia aria sbarazzina, i cd di Bacarach e Buckley (entrambi) sul como’, Revolver dei Beatles in discreto sottofondo, la chitarra semiappoggiata al muro sotto il poster di Elvis Costello, a scrivere le mie canzoncine intelligenti e, talvolta, leggere divertito le recensioni, positive e negative, gustandomi la vita a casa mia a Bergen, Norvegia.

 

“And I sleep on needles
You'll believe you are hard
Sleep on needles
And hear only the truth”

 

Giorgio (dalla terra in cui le tastiere non accentano)





















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mercoledì, 28 luglio 2004

Ieri,dopo aver rivisto questo film al cinema,mi sono buttata sul letto e ho iniziato a fare zapping.Mi sono soffermata sulla tv giovane per eccellenza,MTV,dove ho beccato dei nuovi videoclip.Gli Snow Patrol,il singolo"love will come through"(che mi entrerà subito in testa)dei Travis, in uscita con "12 Memories",l'esilarante Bugo che imbraccia la chitarra con un bikini fucsia in "carla è franca".Per finire Sondre Lerche che attraversa il mondo della televisione:si va dal quiz al grande fratello,dal talk show con scrivania alla prova del cuoco e ancora a selezioni canore.

S.

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martedì, 27 luglio 2004

Suona il cellulare:è un messaggio.Dal mittente mi chiedo che vorrà da me.

"Raffa stasera per cena ci sono...mangiamo una pizza da me ok?se passi dal lucciola quando hai finito la lezione andiamo a casa insieme..-baci"

1)Non mi chiamo Raffa.

2)Di sicuro non passo e nemmeno conosco un certo lucciola!!!!

S.

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lunedì, 26 luglio 2004

Arriva l'ultima sera che trascorri con gente che conosci da tre/quattro mesi ma con cui hai già condiviso molto. Vedi in un cortile"reazione a catena",un film di Mario Bava in inglese. Poi ti sorbisci,non il resoconto del concerto dei PGR,che poni nella categoria"nun te ne pò fregà di meno",bensì il foto-concerto(parola da me creata in un momento...sapete quando si accende la lampadina nei fumetti?esatto!)di Giovanni Lindo Ferretti on stage,che il tuo amico superfanatico ha fatto dalla prima fila.Non solo dalla sua fotocamera digitale ma pure dalla tv(guai a perdersi un centimetro,una ruga,una goccia di sudore di quell'uomo!). Tra saluti e abbracci si fanno le tre.Chiudi gli occhi alle 4 e li riapri alle 7,ma il tuo treno parte solo venti minuti dopo,cosi "è andato".Fai colazione,riempi una delle due valigie e dici addio alla tua stupida e ameba coinquilina americana.Sali sul primo treno utile giusto perchè ha cinque minuti di ritardo.Non riesci a rintracciare telefonicamente chi deve venirti a prendere alla stazione per dirgli che hai cambiato orario di partenza e destinazione.La batteria del tuo telefono sta morendo e ti arriva anche un simpatico sms per informarti che il tuo credito sta terminando.E che cazzo!!!!Ma tutto si risolve e il tuo viaggio prosegue in auto.

Da quando metti piede in casa con la tua famiglia ti ritrovi in un'altra dimensione: mangi poco,dormi un sacco,non succede mai niente!Le giornate scorrono via tra le mani e non te ne accorgi.

Basta.Devo fare qualcosa...qualsiasi cosa.

Scusate il delirio odierno.

S.

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lunedì, 26 luglio 2004
Da quando FRIENDS OF MINE di Adam Green si è infilato di prepotenza nel mio stereo non c'è modo di farlo uscire.Di liberarsene pigiando il tasto OFF non se ne parla:continua a girare nella piastra tra le mie orecchie ,in continuo ronzio cerebrale.


Dispensatore in folkfollia di favolette surreali,in mani sbagliate(le mie) è la scintilla per un rovinoso tracollo verso il nonsense:


... in picchiata sulle corde del violoncello plotoni di ballerini scivolano via a passo di gambero.In una pioggia di squame,il semicerchio del coro recinta il delirio coreografico della recita delle medie:stivali da cowboy saltellano sulle punte , teste d'asino su tutù di tulle ,astronavi stroboscopiche.Dive della carta stampata emergono dall'iridescenza di un'ostrica e spalancano sotto il naso il sorriso perlaceo.La bionda e il cavaliere si esibiscono per fotogrammi e dal passo a due ruzzolano insieme verso il lieto fine.


Perchè sulle note dell'inconsapevole Adam mi abbandono all'allestimento onirico di un musical? La risposta è psicoanalisi!


-Cp-






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domenica, 25 luglio 2004


Ieri ho finito di rileggere La Campana di Vetro, unico romanzo della poetessa Sylvia Plath. E per me si è concluso un viaggio, nel suo mondo e nella sua opera. Questo romanzo possiede una grande forza, ed è stata un’infinita fonte d’ispirazione. Ho conosciuto “Sylvia” tramite l’interesse di mia sorella su questa artista. Sì, perché preferisco considerarla un’artista, prima di considerarla una grande poetessa, quale è stata.
La Campana di vetro è principalmente un romanzo autobiografico ma non solo, esso si snoda in due parti: la prima racconta gli inizi di una nuova vita per questa giovanissima studentessa aspirante scrittrice ed il suo ingresso nel mondo moderno, quello dell’America spietata e borghese degli anni cinquanta. Esther/Sylvia si racconta, un poco come in un diario: adolescente alla forsennata ricerca del suo spazio in questo mondo ostile e dell’assoluta ricerca della creatività quale era spinta, dalla sua grande passione: la poesia. Sylvia, parla del nuovo mondo nel quale si trova catapultata, (dopo aver vinto una borsa di studio), quello di una grande città. Ma circonscrive quello che denota come un mondo deviato, che divora e che ti schiaccia sotto una pesante campana di vetro.
Nella seconda parte, Esther è bloccata sotto la campana di vetro, comincia a sentirne il peso: non dorme più, non legge più, non scrive più e soprattutto non vive più per vivere ma vive solo per morire. Ogni cosa viene vissuta come non reale, non vita ma finzione o favola dove abbandonarsi alla morte è un semplice e dolce gesto del quotidiano, come tutti gli altri…..Cosa aveva in mente Sylvia?? Istigare al suicidio?…Neanche per sogno! La sua opera è la forza e la bellezza della vita stessa che deve essere vissuta e attraversata nell’arte. Il mondo non può schiacciare il pensiero e la creatività che è la natura stessa di tutto ciò che si muove e vive questo mondo, e non c’è nulla che fa muoverlo meglio. Questo mondo non ci lascia spazio, non ci fa respirare vuole plagiarci e schiacciarci sotto mille campane di vetro….Stanno uccidendo i nostri sogni, le nostre idee, la poesia da cui si forgiano tutti i pensieri. Sylvia lo sentiva, attraverso se stessa, con la sua campana di vetro e sicuramente attraverso la sua esperienza di vita, ha voluto darci una svegliata e probabilmente tutto ciò che desiderava era semplicemente: salvarsi. Cioè vivere con tutta la vita e farla attraversare dall’opera d’arte. 

postato da Ilaria,ospite del blog                                                                                                                                 

 




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venerdì, 23 luglio 2004
Estate.Vacanze.Chiudi la tua singola in una valigia:si ritorna a casa.
Ah,la mia città:classica,sana,piatta città di provincia.

La mia città sulle guide turistiche:antico borgo medievale ,varie manifestazioni di carattere storico-commemorativo,una chiesa del miracolo affollata di pellegrini un pò da tutto il mondo,a metà strada tra il mare e la montagna.
La mia città in numeri annovera:1 teatro,svariati bar di diverso tono,1 caffetteria des artistes(dove incontrare deliranti sedicenti artisti)una decina di pubs,2 cinema,2 discoteche.
La mia città ha una grave insufficenza in ricreazione,svago,tempo libero e attività culturali:No concerti,nooo cinema all'aperto,un pò di teatro,ma ai prezzi de LaScala.In altre parole fate sempre in modo di tenervi molto occupati e non avere tempo libero,oppure salite in macchina,allacciate bene le cinture e partite fast&furious in direzione opposta alla freccia "centro".
In compenso però,la mia città ha 3,ben 3,inutili,spropositati e somigliantissimi CENTRI COMMERCIALI.Sorti tutti uno dopo l'altro nel becero proposito di sgraffignarsi clientela,ci fanno invece gridare al miracolo.La clientela anzichè ripartirsi tra i 3 si è infatti moltiplicata x3.Ristopubs,bowligs bingos,fantapidinerie sbocciati nei monoliti di cemento sono sempre strapienissimi.Ora perfino nelle 2 imprescindibili orette giornaliere dello struscio,aggirarsi per le stade del centro è un pò come percorrere i corridoi del vascello fantasma.

-Cp-


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giovedì, 22 luglio 2004

COMINCIAMO!

Finalmente il nostro primo post. Eh si perchè non sono sola,anche se gli altri sono tornati nelle loro città natale(a parte una che se la gode in Grecia)e mi hanno mollata qui nell'afosa città universitaria che ci ha fatto incontrare.

Ma per le nostre biografie ci sarà tempo...

Per ora ci sono io , che ho dimistichezza con il computer pari a quella che ha mia nonna con la meccanica quantistica.Ho reso l'idea?

E cercherò d'impegnarmi a migliorare questo blog,anche se al momento sono solo riuscita a inserire link.

Abbiate fiducia in me,VI PREGO!

Intanto la città che offre intrattenimenti vari quali festival,concerti,rassegne cinematografiche,(che vedo di non perdere)man mano si svuota e io tento di godermi questi ultimi giorni in compagnia dei pochi superstiti rimasti.

C'è chi è occupato a traslocare,chi studia per l'ultimo esame,chi sta per visitare l'Europa,chi starà per un anno intero lontano(causa erasmus),chi continua a lavorare e chi cazzeggia senza limiti...

Tra tutti questi m'inserisco io,che apro un blog con i miei amici.

S.

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venerdì, 16 luglio 2004
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