martedì, 31 agosto 2004

E' in commercio il nuovo super figo della Apple.Domani scopriremo tutto ma l'evento è questo.

Invece su Repubblica di oggi un bell'articolo che in occasione dei 20 anni del Premio Pieve Santo Stefano,prende spunto per parlare della moda di autobiografie,diari e blog."Conservare la vita attraverso telefonini multifunzioni e blog".La Nokia ha progettato un software"Lifeblog" capace di trasportare sul pc tutto quello che può contenere un cellulare super avanzato:sms,foto,conversazioni.Non manca l'opinione dello psicanalista che sentenzia:"Il piacere di raccontare se stessi e la propria storia è una sorta di auto-terapia e le età in cui aumenta la voglia di scrivere sono l'adolescenza e la piena maturità".Cosa ne pensa il mondo blog?

L'eterna adolescente ci pensa e se ne va al cinema per Starsky e Hutch.

Sabrina(la S mi ha un tantino rotto le palle!)

 

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lunedì, 30 agosto 2004

Mentre casa mascarella si dice pronta ad accogliermi per il mio breve ritorno,quest'uomo mi ricorda che persona "ecceziunale veramente" sono(un giorno ti ricatterò con quella mail),in casa S(perchè anche il mio cognome è S)è arrivato un vip(s),il mio tesoro torna dalla Grecia..Il paese in cui,appena ieri,sono terminate le Olimpiadi.Mi hanno incollato alla tele sport mai visti come la scherma,i tuffi sincronizzati e in particolare il basket.Già,è finita in argento ma che belle partite(a parte l'ultima,ovvio)e che gioco avvincente.In 40 minuti succede di tutto.E io che ho perso anni a seguire il calcio!Un campo enorme,11 fighetti arroganti e 90 minuti di tempo in cui non succede un cacchio di niente!Se penso a tutte le domeniche che con papà andavo da mio zio che aveva Tele+ per il posticipo.Una bambina(ero sempre il maschietto di papà)che con maschi adulti guardava i match tra le grandi della serie A,che solitamente finivano con degli sterili pareggi.La frase chiave per dire che un giocatore non si dannava per l'incontro era "se la sta vedendo la partita".Sono anche andata allo stadio tre o quattro volte,poi una trasferta e una volta ho assistito a un'amichevole della nazionale con Baggio e Zola.E' stato emozionante cantare l'inno e urlare "Roberto Baggio facci un goal".Tutta questa mia passione è scoppiata durante i mondiali USA '94 con Maldini,Baggio e Signori.Però,quanti anni di basket persi.Niente Galanda,Basile(quello dei tiri "ignoranti" da tre punti),Pozzecco(nickname=la mosca atomica) e Massimo Bulleri,il mio nuovo idolo.

Sport-girl

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venerdì, 27 agosto 2004

Torno qui dopo essermi inabissata in un viaggio autodistruttivo in compagnia di Radiohead,Adem(una sera sdraiata sulla panchina della terrazza:è con lui che ho toccato il fondo),gli spensierati Beulah,Microphones e Sodastream.

Intanto il mese giunge al termine e il Venerdì di Repubblica mi conferma che a settembre tutto riprende,specie cinema e arte.Mirò a Rovereto,Dalì a Venezia,Degas e Giotto a Roma,Picasso a Ferrara,Andy Warhol a Milano:tanto per citarne alcune delle tante mostre in programma.

Sullo schermo troveremo le rivelazioni di Michael Moore,Peter Parker che prevale su Spider-Man,la commedia romantica della coppia Spielberg-Hanks,il post 11 settembre raccontato da Wenders,"La mala education" di Almodovar,la stori vera di Amenabar,il sistema capitalista di Spike Lee,ancora insieme dopo"21 grammi" Sean Penn e Naomi Watts per "L'assassinio di Richard Nixon","Lavorare con lentezza"ambientato nella Bologna del '76.

Il secondo lungometraggio del francese Michel Gondry(noto per la realizzazione dei videoclip di Bjork,White Stripes,Chemical Brothers,ecc)"Eternal sunshine of the spotless mind" tradotto con "Se mi lasci ti cancello".Protagonisti di una storia d'amore che parte dalla fine sono Jim Carrey e Kate Winslet.Altro film francese che pare interessante è "Les choristes" di Barratier che ci porta in un istituto per minori dopo la seconda guerra mondiale.

Ultimo che mi permetto di segnalare è "Before sunset" seguito di "Before sunrise"(1995) di Richard Linklater,lo stesso di "School of rock" e dello splendido "Suburbia".

Domanda:mi toccherà vederli in lingua originale?Porco....

S

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martedì, 24 agosto 2004

Strane sensazioni oggi.Inizialmente angoscia e stanchezza dovute a questa lunga attesa che mi separa dal viaggio,dal cambiamento,dalla novità che non riesco più ad attendere.Non adesso,non qui in quest'estate solitaria,in questa città che non mi appartiene.Mi fa sentire a disagio.Con la testa sono già partita.M'immagino lontana da tutto e tutti a ripartire da zero:nuova città,gente diversa,casa,università.I primi giorni sarà tutto stupendo ma forse mi sentirò sola.Magari sentirò la mancanza di qualcuno,almeno in questo modo capirò quali sono le persone a cui tengo realmente.Magari qualcuno sentirà la mia mancanza...ma che dico,è impossibile!In "The Big Kahuna"Kevin Spacey dice"Non so a chi voglio bene,c'è tanta gente che mi piace,ma l'amore...quello è tutta un'altra storia".Dato che come mi muovo sbaglio o vengo fraintesa non so mai come comportarmi e con il resto del genere umano sono critica,brutale e scostante:santi quelli che mi sopportano e sconcertante il fatto che non mi abbiano mandato al diavolo infinite volte.Dopodichè è subentrata la malinconia.Non so cosa accadrà ma mi perderò un mucchio di cose:concerti,lauree e un nuovo arrivo in questo mondo.Ho davanti un anno per vivere una città che avrò visto per due giorni al massimo.Nel frattempo metterò in pause quella in cui sono stata benissimo negli ultimi anni,lo stesso dovrò fare con gli amici,come a dire"aspettatemi che torno".Senza le abitudini che abbiamo condiviso insieme e che mi davano noia,certe volte.Guarderò tutto con aria sorpresa al mio ritorno,come se fossi stata via per anni.

Lo so,sono banale e pesante.

Ora la smetto.

S

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sabato, 21 agosto 2004

Tratto dal film di Stephen Frears(2000).

Interno del Championship Vynil,negozio di Rob.

Lewis:Perchè lo vendi a me e non lo vendi a lui?

Barry:Perchè tu non sei un fissato!

L:Certo che siete snob!

Dick:No,non lo siamo.

L:Si,invece.Siete degli assolutisti,vi sentite come scolaretti incompresi e disprezzate quelli che ne sanno meno di voi.

Rob,Dick e Barry:Nooooo.

L:Vale a dire chiunque.

Tutti insieme:Beh si,questo si.

L:E' una cosa triste,davvero.

Tratto dal libro di Nick Hornby.

Una volta Dick,Barry e io ci dicemmo d'accordo su un fatto:che l'importante non è che aria uno abbia,bensì cosa gli piaccia.Così Barry propose di preparare un questionario per possibili partner,un'intervista di due o tre pagine che coprisse le diverse aree musicali/cinematografiche/televisive/librarie.Tale questionario aveva lo scopo di:

a)dispensare da goffe conversazioni

b)evitare a un poveretto di finire a letto con qualcuna che può,al secondo appuntamento,rivelarsi una fan di Julio Iglesias.

Trovammo la cosa divertente,anche se solo Barry passò alla fase successiva:compilò il questionario e lo presentò alla malcapitata del momento,e quella lo usò per picchiarlo.

Comunque in quell'idea c'era una verità importante e decisiva,e cioè che queste cose contano,ed è assurdo fingere che ogni relazione amorosa abbia un futuro,perchè non si va molto lontano se le collezioni di dischi contrastano violentemente,o se i film preferiti, nel caso si incontrassero a una festa,girerebbero alla larga gli uni dagli altri.

Ora ne compilo uno anch'io!

S

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mercoledì, 18 agosto 2004

Summer 1896 di Alphonse Mucha

S

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martedì, 17 agosto 2004

Ma ho un motivo valido per esserlo!

S

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martedì, 17 agosto 2004
Max Gazzè é un pò folle,un pò bugiado e un pò grottesco.Con una benda nera su un occhio sarebbe un pirata modello,Brancaleone dei sette mari,capitano decadente di una scialuppa di manigoldi.
Venerdì scorso ci siamo arrampicate in tre verso un paesino di montagna per vederlo in concerto,senza troppa convinzione nè aspettative:nessuna di noi ha mai avuto un suo disco,neanche masterizzato,neppure una cassettina registrata da ascoltare nel mangianastri.
Il clima era quello rilassato e un pò etilico delle feste dell'unità nei piccoli centri, ma il concerto ci piace,inaspettatamente ,molto più del previsto.Mi accorgo compiaciuta che La Nostra Vita Nuova,pezzo bellissimo dell'ultimo album,non è figlio unico:ci sono molti altri brani, delicati e travolgenti insieme, su cui il buon Max ha messo la sua firma. Mi piace meno invece la sua seconda anima,quella più rock-punk,che realizza in pieno il suo obiettivo EVERYBODY JAMMIN',e infatti scatena il pogo dei gggiovani teenagers,ma mi sa sempre di festa delle medie.In più ci divertiamo: sul palco c'è un'intesa guascona tra Gazzè e la sua band,i Peng,in un continuo di lazzi e frizzi in mimica autoironica .E infatti tra il pubblico si vocifera:che il notevole ritardo di inizio concerto fosse dovuto a una lunga sosta di rifornimento dei nostri in un cantinone locale?..Alla luce degli eventi successivi mi sembra molto credibile.

Conosciamo i Peng e il Max per caso.Mentre ce ne andavamo a casa li troviamo a sbraitare davanti a un'osteria chiusa dove avevano programmato di rifocillarsi.Ci chiedono dove possono andare,il posto più vicino."Lo stand gastronomico della festa dell'unità".Si,per loro va bene lo stesso ,però"Accompagnateci!"insiste Gazzè.Noi ci passiamo sguardi interrogativi ma lui ha già deciso e ci trascina.Insomma per farla breve trascorriamo un paio d'ore in compagnia di un cantautore italiano e del suo gruppo,sedute ad un tavolo all'aperto,dove, in continuo fluire, viene a rendere omaggio tutto il peasino ospite,incluso sindaco.E' in questa occasione che Gazzè si conquista meritatamente l'epiteto di personaggio assurdo.Attacca bottone con tutti presentandosi come Giuseppe(il suo vero nome è Massimiliano) e assume la voce impostata del cantastorie.Celebra i suoi ascendenti per metà greci e per metà Merovingi;ogni tanto lamenta gli acciacchi dell'età e lancia un pensiero commosso a moglie e figli lontani; continua parlandoci dei tempi in cui viveva a Mont Martre e scorazzava per le vie di Parigi e poi bla bla bla.Man mano che procede nei suoi racconti la mia diffidenza galoppa sull'arco delle sopracciglia,sempre più aggrottate ,sempre più trasparentemente scettiche.Ormai solo la mia amica Miriam continuava a bersele tutte rilanciando domande.
E se follia chiama follia ,il Gazzè se l'è cercata e inconsapevole ha attirato al suo tavolo la rapper dell'Aventino, Katia,una di quelle persone che si possono descrivere solo con una fila di punti interrogativi.In pratica lei e il suo ragazzo scrivono rapp(del tipo:yò come mi accende la tua mutanda che si fa tanga Per te il mio cuore sbanda più di una panda7e50)a decide di esibirsi per Gazzè.Poi(Bella Max!Troppo FReegn')si siede con noi e ci travolge con le storie della sua vita.Ovviamente prende il posto affianco alla sottoscritta che da quel momento perde il contatto con il resto della compagnia per divetare sua interlocutrice prediletta.Un fiume di parole che si interrompe solo per lasciar spazio alle congetture terminologiche di Giuliano ,il tecnico del suono,che rimpasta i versi della Katia.Giuliano è un vero funambolo della parola:tesse giochi sconnessi e geniali allo stesso tempo su tutte le combinazioni di parole che gli arrivano alle orecchie.A lui,in cima alla lista di quelli che hanno catalizzato la mia curiosità,affiancherei Gianluca,il tastierista,che comunica per espressioni facciali e ostenta disinvolto sulla fronte una scritta incomprensibile.Parlerei di mattacchioni,ma il termine si porta dietro troppa disinvoltura per risultare calzante.Invece non vi nascondo che mi si agitava dentro una certa tensione da "cosa succedrà adesso?".Immaginate di rimanere chiusi nell'ascensore con il vostro vicino di casa,quello un pò strambo su cui circolano strane voci:cosa succederà?(ora rendo l'idea?).
Insomma una serata delirante...però che ridere!Il buon vecchio Max,nonostante ci abbia raccontato fregnacce per tutta la sera,è un ottimo padrone di casa,gentilissimo:anello di collegamento tra tutti gli sconosciuti che ha radunato alla sua corte(comprese noi) e i membri più taciturni e esasperati della sua band(poveretti, hanno tutta la mia comprensione:sopportare dopo ogni concerto il forte impulso sociale di Gazzè non deve essere facile!).
Cp








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lunedì, 16 agosto 2004

Interno giorno.Ore 19.00.Squilla il telefono.

Io"pronto?"

M."Ciao S.,sono M..Domani ti va di andare all'Ikea?"

Io"Ok(!)"

M"Però andiamo di mattina presto"

Io"Ok(!!)"

M"Allora si parte alle 9.00.A domani"

Io"Ok(!!!)"

Fu così che partì la levataccia pà nnà all'Ikea,che hanno da poco aperto dalle mie parti.Con 20 minuti di ritardo arriva la famiglia D.,ossia M+marito F+figlio.Chiacchieriamo del più e del meno e M mi ricorda quando ero andata a vedere il suo secondo esame orale di maturità(lei ha due diplomi)e ne era uscita con il massimo dei voti.Autostrada e qualche paesino dell'interland:iniziamo a girare a vuoto perchè non troviamo alcuna indicazione,così F vede un gruppo di persone e dice "chiediamo a loro" ma avvicinandoci ci accorgiamo che sono delle puttane e aspettiamo prima di chiedere informazioni!Io al piccolo"hai visto dove ti portano i tuoi genitori!".

Le ultime parole famose di M prima di entrare nel parcheggio dell'Ikea"non ci sarà nessuno,saranno andati tutti al mare".Come volevasi dimostrare era tutto pieno,pieno di famiglie!Mentre scarrozzavo il puzzone nel suo passeggino(in realtà il bimbo ha un nome comunissimo ma da quando l'ho chiamato Puzzone hanno cominciato a farlo tutti,genitori compresi:ho una forte influenza sulle persone,quindi state attenti voi altri!)la coppia sposata ammirava entusiasta le sale-cucine-bagni-camere allestite.Si sprecavano i "guarda che bello questo,quello dev'essere comodo,anche una sedia così mi piacerebbe,ci serve un bel tappeto colorato per la stanza del puzzone",eccetera,eccetera.

Nel frattempo accontento una richiesta di mia madre(fissata per l'Ikea) e loro infilano nella simpaticissima busta gialla dei fiori finti,un apriscatole e due cose per il pargolo di sei mesi,letteralmente insostenibile(10 chili).Finito di girare in lungo e in largo(sempre seguendo la freccia)sta santissima Ikea,ci defiliamo.

Io"soddisfatti degli acquisti?alla fine avete preso solo delle stronzate"

M"piccoli gadget carini per render migliore la vita"

Vabbè non ti urto accidentalmente col passeggino perchè sono gentile.

Io"e i fiori finti?"

M"fiori finti per emozioni durature"

Mmmmmhhhhhhhh,allora lo fai apposta,mi vuoi provocare!

Sulla strada del ritorno la sua massima è stata questa "Ikea:dove realizzi ogni tua idea"

Io"Quanti diplomi hai tu?ma vattene và!" 

S

 

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domenica, 15 agosto 2004

Ci avevano pensato giorni e giorni.

Si erano preparati di notte, di nascosto, comunicando telepaticamente o con i segnali di fumo (modalità questa solo apparentemente più facile, vista l’ingente distanza tra la diverse regioni d’Italia, che rende un po’ difficile questo tipo di comunicazione tra gli etereprovenienti abitanti del blog) per non dare troppo nell’occhio.

Avevano calcolato i tempi al millesimo, fatto prospetti, statistiche, elaborato grafici, licenziato sondaggisti e sciolto nell’acido un paio di archivisti (che tra l’altro erano solo di passaggio), ma adesso tutto era pronto.

A breve avrebbero toccato le 1500 visite, fatto questo assolutamente notevole, visto che il blog esisteva da circa un mese, e che per una decina di giorni era rimasto senza contenuto alcuno, vuoto come il cervello dell’autore di questo post.

Per raggiungere tale risultato, che senza timore di smentite si può definire unico nella storia dei blog, avevano dovuto attuare ogni sorta di malvagio stratagemma e diabolico sotterfugio, ogni perfido machiavello, ogni sordido piano.

S. aveva passato sessantasette ore consecutive visitando blog sconosciuti, digitando spesso i nomi per puro caso, e lasciando qua e là tracce di sé che riconducessero qui, spesso unite a sperticati elogi di cose mai lette, solo per il criminoso scopo di procurarsi un pubblico.

C., che qui si firma (quale satanica capacità di disguisarsi!!) CP, aveva battuto a tappeto le strade della sua provincia distribuendo volantini serigrafati con il nome del blog e l’ingannevole, irresistibile foto di Bruno Vespa, palesemente un esplicito, provocatorio invito a venire a leggere.

L’altra V., vittima sacrificale della perfidia di S., era stata costretta a girare per Bologna vestendo, a mo’ di donna-sandwich, un enorme cartellone con la scritta “Leggi friendsofmine” e sul retro “Recensioni di cd, librieffilm”, scritta questa inevitabilmente attraente per i gggiovani della città emiliana.

La festa doveva essere memorabile, il blog diventare famigerato, quest’uomo, che in due mesi aveva avuto metà degli accessi, mangiarsi il proverbiale cappello. Per l’occasione, S. gli aveva comprato una bombetta à la Rockerduck, munita di sale e olio per insaporire.

Tutto, si diceva, era stato calcolato al millesimo: alle 16.10, ora locale del meridiano di Torrequalcosa, provincia di Napoli, il visitatore numero 1500 avrebbe aperto il blog ed un congegno studiato su misura da alcuni amici alla M****soft corporation avrebbe scritto automaticamente il “Post del 1500”,un esercizio di stile per metà di Umberto Eco e per metà di Vittorio Zucconi, però con una corposa prefazione di Scalari in quindici agilissime paginette.

1500, così chiameremo l’anonimo visitatore, sarebbe rimasto soggiogato dalla bellezza del post, ed esclamando qualcosa di epico, tipo “’azzo”, prima o, a piacere, dopo di svenire tre volte avrebbe spontaneamente comunicato all’Italia tutta che la carta stampasta era vetusta, frusta ed obsoleta ora che friendsofmine era su piazza.

Questo sarebbe dovuto succedere, e tutto era pronto e calcolato al millesimo, se quel rompipalle che sta testè scrivendo, il giorno e poi la notte prima di domenica 15 agosto, non avesse letto un paio di volte, cercando novità e gustose chicche, e insomma in pratica provando a colmare con un blog altrui la sua vuota vita, o vita vuota ( a volte anche vieta. Ma solo a volte.).

Così, drammaticamente, inaspettatamente, alle 2.40 circa della notte tra sabato e domenica un anonimo, irrintracciabile internet addict ha sbirciato per la 1500esima volta questa pagina.

A lui, per mano mia ma, sono convinto, a nome di tutti, non resta che rivolgere un ultimo, accorato appello: contattaci, ti prego, fallo. La torta è ancora in fresco, e il premio per il 1500entesimo, Poldo, l’orsacchiotto coccolone alto 3,16 m, è lì che ti aspetta. Fatti sentire, noi ti aspettiamo.

Sperando che mi lascino sopravvivere dopo questo,

buon ferragosto a tutti

Giorgio (lo so, sono stupido. Ma che ci posso fare? Io sono nato così…)

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mercoledì, 11 agosto 2004

Si,lo ammetto.L'altra sera ho cenato dalla mia vicina di casa:Maria.Ha 71anni ed è un pò una seconda madre per me.In tivvù c'erano le apparizioni di Sordi nei vecchi programmi Rai come Fantastico e Canzonissima.Sketch con Mina e Corrado e l'immancabile tuca-tuca con la Carrà.Mi vizia come una bambina e per me è fantastico.Mi fa mettere la sua ottima parmigiana in un panino e mi dice che sua madre faceva lo stesso con lei e dopo aveva il coraggio di andare al mare(alla faccia del biscotto!).

Alle nove mi chiede"tu lo vedi Un Medico In Famiglia?".Io"e vabbè".Il medico della famiglia,Lele,è in Australia;nonno Libero è il ficcanaso di turno;c'è l'adolescente sognatrice alle prese con un tipo che sta cercando di cambiare(mi sa che prima si drogava);un pizzico di Six Feet Under con Francesco Salvi nella parte di un becchino(lo vedi che in Italia siamo avanti!);un dottore carino che lascia la casa di Libero in prospettiva di un mese di trombate con Martina Colombari(incompresa dalla madre) e per finire Cettina,la governante di casa.Lei sta per diventare(suo malgrado)"la moglie del beccamorto" e alla prima telefonata che riceve come segretaria delle onoranze funebri,Cettina piange ricordando un suo caro estinto.E' la stessa donna che prepara un cestino di alimenti per il medico che va via,ma anche quella che fa i test"mi ama?lo amo?" che ci sono sulle riviste.E' passionale e pronta a far sentire le sue ragioni.Possiede look e linguaggio giovane:indossava una camicetta che avevo anch'io quando ero una fighetta-teenagers e "mannaggia bù bà" è tra le sue perle.Forse avevo mangiato troppo ma l'ho trovato persino spassoso.La settimana scorsa ho visto pure un episodio di Alias perchè qualcuno ne ha scritto un gran bene!

Beh,ora aspetto i vostri commenti di odio e scherno nei miei riguardi...non risparmiatemi niente.

S

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domenica, 08 agosto 2004
7 agosto,S.Donato,festa patronale nel mio quartiere.Se te ne sei scordato(o semplicemente vuoi mantenerti alla larga da ogni forma di partecipazione),il comitato feste ha pensato anche a questo:gli spari ti portano al lieta novella a domicilio.Alle 8.00 di mattina.Essere svegliati da una raffica di boati assordanti è troppo anche per una caserma di marines in addestramento speciale(giù dalle brande,lavativi!):ti si appiccica addosso una strana tensione belligerante.Infatti salto giù dal letto:stavolta mi sentono!Al centralino dei vigili urbani scaricherò tutta la mia indignazione di cittadina privata dell'ultima importantissima ora di sonno.Poi però mi passa di mente:alla finestra mi aspetta la schizofrenia del mio cane che corre avanti e indietro sotto il rumore assordante degli spari,immagino in preda a domande del calibro di "Che ne sarà di noi?"(o altri interrogativi apocalittici per cui vedi opuscoli "SVEGLIATEVI!" dei testimoni di Geova).[PS.credo che vista dall'esterno ,aspettando fuori dall'aula dove si tiene l'esame di turno,devo dare la stessa impressione di un cane sotto gli spari].Per tutto il resto del giorno subisco i momenti salienti del festeggiamento:banda cittadina in prestito che percorre in su e in giù l'unica strada che esaurisce il mio quartiere;messe non stop in stereofonia;processione ,proprio quando tento di uscire di casa in macchina(Ritirata in garage;infrango promesse di puntualità).
Finalmente riesco a uscire e a raggiungere i miei amici.Sul tardi decidiamo di portare amici di amici venuti a trovarli da fuori in uno degli assi della manica dei tour operator da queste parti:paesino caratteristico sul mare,nottuno. Ma ,non abbiamo fatto i conti con la festa di paese(un'altra!).Parte da leone nello spegnere la magia del posto va riconosciuta al concerto annesso: sul palco una cover band demenziale dei Gipsy Kings,dal nome eloquente di Gipsy FINT.Questo è troppo!
Le piccole città che si affacciano sull'Adriatico d'estate mischiano sacro e profano con notevole disinvoltura ma sempre all'insegna del trash e soprattutto sempre invadendo i miei spazi vitali.
Cp
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sabato, 07 agosto 2004

"Non voglio più sentirmi gli occhi incollati sulle tette.Voglio diventare cantautrice,come Jewel".

Le ultime parole famose di questa donna,che non è solo il suo idolo.

S.

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venerdì, 06 agosto 2004
I miei capelli incontrano le forbici in media due volte l'anno:fine estate,fine inverno(inizio autunno,inizio primavera,se preferite).Stavolta ho deciso di anticipare:ho avvistato un caschetto sfogliando un giornale e mi sono lasciata infinocchiare:a tu per tu con lo specchio mi sono detta "Si,è ora di cambiare!".Intendendiamoci,quel taglio con il resto di me ha ben poco a che vedere.Lui,con il suo stile un pò francese...Io con il mio non-stile.Lui con un fascino un pò retrò..Io che sbatto a tutti gli spigoli perchè sto ancora imparando la coordinazione...Ma ormai ho scelto e se la mia scelta non ha senso tanto meglio:vuol dire solo che tutto procede come al solito(sicurezza delle abitudini)!Come sempre,per i primi tempi sembrerà che mi sia piovuta una parrucca in testa,per niente in tono con quello che c'è sotto,cioè io.Poi non so cosa succede,se i miei capelli si adattano a me o io a loro,fatto sta che iniziamo ad integrarci.Il punto è che entrare nel salone della "Parrucchiera per signora DIOMIRA" è come entrare e uscire dalla macchina del tempo.Entro 21enne;quando esco, con il mio nuovo look , dimostro tra i sei e i sette anni.Da che dipenda questo salto temporale?Sarà il caschetto,odiatissimo must delle elementari,che ho rispolverato nonostante passate esperienze catastrofiche;o forse la leggerezza sospesa del capello ubriaco di balsami e creme,stordito dalla forbice,disorientato come le piume di un pulcino...oppure sarà che ultimamente sono un pò più sensibile del solito all'argomento.

A volte,quando meno te lo aspetti,quando sembra che tutto proceda bene,all'improvviso ti trovi sullo stesso marciapiede della lontana zia,quella che incontri una volta all'anno,che la tua faccia se la ricorda bene (perchè ti fulmina con un sorrisone proprio mentre stai disegnando strategie di fuga),ma non si ricorda neanche il tuo nome,figuriamoci la tua età.E così,dopo un fiume di domande di cui non ha ascoltato nuppure una risposta, te lo chiede:
-"E adesso quanti anni hai?"
Risposta-"21!"
Stupore(Perchè?).-"Ma io te ne davo molti di meno".Risata."Ti davo l'età di mia figlia!" (Dho!)

Terrore:sua figlia ha otto anni!

Liquido la zia(A mai più!),fuggo perseguitata dall'eco cerebrale della sua risata.
Ostento superiorità:non importa,quello che conta è la mia maturità intellettuale!...ma chi se la beve?!Infatti torno a casa dalla mamma, a piagnucolare.Per fortuna la mamma mi ricorda che la zia ha anche un'altra figlia ,più grande... almeno 16 anni!Bhè,16 anni in fondo non è male.
Me li farò bastare.

Cp
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giovedì, 05 agosto 2004

Come chiamate voi quei momenti che sembrano essere stati vinti alla lotteria, o pilotati da un destino insolitamente magnanimo, o elargiti come bonus dopo che i tuoi nonni ti hanno detto 100 avemarie? Dài, quel tipo di evento apparentemente banale che insospettabilmente ti  cambia nel giro di un secondo l'oroscopo di merda della tua giornata, che riesce a raddrizzarti il calzino rigirato che è il tuo umore... Raggio di sole? Buona parola? Cioccolato?
Beh dovete sapere che Mamma Roma è specializzata nel regalare questo tipo di attimi, e infatti ecco che sono qui da un giorno e già lo racconto.
Preambolo descrittivo: sveglia alle 5.00; diluvio universale a Bologna; pantaloni fracichi fino al ginocchio; treno h. 6.38; giapponesi moleste che nel vagone VUOTO vengono a sedersi proprio accanto a me; tentativo di restare sveglia ascoltando Giorgio Moroder miseramente fallito; arrivo a Roma h. 9.30; caldo insopportabile; costretta a notare che il mio patrigno è una bravissima persona ma quando fa pipì non ci becca, non sa fare il caffè e non coglie il momento in cui bisogna buttare la spazzatura e cambiare il sacchetto (come Homer Simpson); apuntamento h.10.00 all'altro capo della città (quartiere strafascio, tra l'altro, dove ti giri trovi una celtica o un "carlo vive"), approfitto dei 4 minuti di anticipo per prendermi un cornetto e cappuccino, visto che non vedo cibo da 5 ore, e mi propinano il cappuccio FREDDO. Ma io dico, mi sarò ustionata la lingua 20 volte con i cappuccini bollenti, e tu me lo dai freddo? Comunque, nonostante l'umore color china, decido di giustificare il povero barista tormentato da 3 tipi molto pignoli sul livello di abbrustolimento del loro toast.
E poi arriva la redenzione della giornata. Forse Mamma Roma mi ha visto lì, grondante di sudore che piangevo lacrime amare (in senso metaforico) nel cappuccino freddo e si è impietosita, non so, fatto sta che mi è successa una di quelle cose che mi succedono solo a Roma.
Faccio per pagare il conto (NB: a ROma cornetto e cappuccio, seppure freddo = 1.20; a Bologna stessa ordinazione = 1.90 minimo a voi il commento) e il cameriere mi dice con aria dispiaciuta:

<<Scusi signorina se non le sono stato molto dietro...>>

E questo solo perchè era occupato ad mostrare a quelli il grado di bruciacchiatura del toast e il cornetto me l'ero preso da sola...

Ho potuto solo sorridere e rispondere <<Ma si figuri!>> anche se avrei dovuto dirgli: "quanto sei dolce, che ne dici vuoi sposarmi?"

V.





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martedì, 03 agosto 2004
Io sono quella che era in Grecia.
Corfù, per l'esattezza, l'isola dei Feaci

un po' di voti:
mare: lato ionico 9 lato greco 7-8
spiagge: sassose 8 sabbiose 7-8
fondali: scogliosi 8 sabbiosi 6
flora: 9, boschi di ulivi secolari (piantati su finanziamento dei veneziani) e cipressi, bellissimo
fauna: la gente è la stessa dovunque ma in certe spiagge si sta abbastanza soli... diciamo 6
cibo: dai che si mangia bene in Grecia e il vino va giù come acqua 8
albergo: molto carino, anche come posizione, per non parlare dei passeri ben pasciuti che vengono a chiederti le briciole a colazione... certo il millepiedi sul letto gli è costato un voto 6.5
compagnia: contato che ero con mia madre e il mio patrigno non mi posso lamentare 7
colonna sonora: 10 (e te credo, era "Another Green World" di Eno)
isola: Corfù è grande, verde, molto varia. Si sentono diffferenti dalla Grecia, si sentono più della vecchia Europa, anche se per metà stanno di fronte all'Albania. Ha la forma di un piccolo stivale, ha il fascino del mito, ha il mare azzurro e smeraldo "da cui vergine nacque Venere".


Per quanto riguarda la dura realtà, trovare una copisteria aperta a Bologna in questo periodo dell'anno è molto simile a trovare un'edicola aperta a Bari la domenica sera, o, per usare un esempio più banale ma altrattanto calzante, a trovare un distributore di coca cola nel deserto del Sahara.
Le uniche due aperte: una è presa d'assalto (coda di mezz'ora di cottura sotto il sole cocente più altra mezz'ora passata a rosolarsi sopra la fotocopiatrice = no grazie); nell'altra trovi posto, ma ovviamente si schiatta di caldo e mentre fotocopi devi difenderti da sciami di zanzare grosse come elicotteri, finendo per essere guardato con sospetto dalla tipa mentre percuoti la sua fotocopiatrice con "i domain names nella giurisprudenza". Vaglielo a spiegare che è legittima difesa.
In città non c'è nessuno manco in Piazza Santo Stefano, le biblioteche (posto che non abbiano già chiuso) fanno orari del cazzo tipo 8.00 - 13.30 e non resta che fare la politica del vammoriammazzatismo e levare le tende. Perchè la dura realtà non ci viene mai incontro?

V.
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lunedì, 02 agosto 2004

No,per fortuna non ho assistito alla scena,ero in cucina a fare colazione.Avevo sentito uno strano rumore provenire dalla mia camera ma non pensavo fosse qualcosa di grave.E invece...il mio walkman per cassetta con radio è stato scaraventato per terra,la cassetta si sente ma la radio è ormai morta.Non ho tante cassette,anzi,lo utilizzavo per la radio,ma ora senza è come privo della sua anima.Mi aveva permesso di percepire i gusti musicali di città quali Praga,Berlino,Vienna,Nizza e Barcellona.Mi coglieva di sorpresa quando all'estero nelle mie orecchie subentravano la Pausini,Ramazzotti,Jovanotti,i Lunapop o Tiziano Ferro,e non solo in italiano.E' la fine di un'era.Adesso cosa me ne faccio?E non voglio una di quelle micro-radioline che escono dai giornali con due soli pulsantini che vanno tanto oggi!Dovrò fare il grande passo:prendere un lettore mp3 con radio.

S.

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domenica, 01 agosto 2004

Nemico di nessuno e amico di nessuno,il feto nasconde il cuore in una scatola chiusa a chiave,un nascondiglio segreto,forse un albero cavo nel bosco sotto un nido d'api,forse la stanza di una torre in cima a una montagna di vetro su un'isola battuta dai lupi in mezzo a un mare circondato da vulcani e distese deserte.Il feto non perde mai l'equilibrio.

Quando ci guardiamo negli occhi,in realtà amiamo il feto che vediamo nell'altro:galleggia nella pupilla come un granellino,come una spia.Guarda alle nostre spalle,rende le bevande fredde ancora più fredde,e non gli importa quali promesse abbiamo fatto.Crediamo di desiderare l'affetto,la condivisione,il comune sentire,ma quello che amiamo sono il freddo e l'assoluto,e quando ci accorgiamo di non trovarli nell'altro ci manca il respiro.Attraverso il buchino della serratura che è la pupilla,questo cerchiamo:l'informe,l'inumano.

Il feto impara da ciò che gli è vicino,e può trasformarsi in ciò a cui sta troppo vicino.A quel punto il feto può cessare di esistere.

Voi continuerete ad amare,perchè quella è la nostra missione di uomini,quello che siamo destinati a fare,anche se sappiamo che il feto,anche lui oggetto del nostro amore,sta soffrendo tra le cinghie.Anzi,lo facciamo soffrire ripetutamente,benchè colmi di rimpianto e compassione,e questi sentimenti ci si gonfiano nel petto e ci spingono a unirci con forza ancora maggiore,tanto che ci sembra di sentire l'immenso pianto del feto,assordante,ogni volta che sbattiamo l'uno contro l'altra.Amiamo crudelmente,e con dolore.

tratto da "La melancolia del corpo"di Shelley Jackson

S.

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