mercoledì, 29 settembre 2004

E' piccola e finisci per incontrare sempre le stesse persone:all'UCC,sul bus,in giro per il centro.Gia' mi lamento:sono incontentabile!No,suvvia,diciamo le cose come stanno.

Supermarket

Non ci si puo' andare:sono pieni di porcate.Muffin,biscotti farciti,buste di patatine da 16 persone,cioccolata a non finire,bevande a tuttigusti,acqua al sapore di frutta,confezioni di burro che se le mangiano le vaschette di gelati Cart d'or!Per non parlare dei pasti gia' pronti:no,dico,panini con dentro l'hamburger,e' solo da riscaldare!Surrogati di lasagne,e ho visto una confezione di tortellini con dentro una bustina di sugo!Allucinante!Io per colazione ho yogurt e cereali,per pranzo lo ammetto,panini,ma e' quello che trovo nei bar dell'universita' oppure posso andare in mensa.Qui e' tutto o fragoloso o cioccolatoso:Cheerios a fragola,Nesquik a fragola,c'e' pure una bevanda al sapore di Mars.Occorre solo scegliere il proprio partito.

Mixshop(li chiamo io cosi')

Non ci sono solo in Irlanda questi negozi che fanno per tre:minimarket,edicola e tabaccheria.Tutto insieme.Puoi comprare pasta,giornale e francobolli.Sono aperti fino a tardi,alcuni anche tutta la notte.Quello vicino casa mia ti prepara i panini e ha delle torte invitanti per la colazione.

Television

Ci sono tutti i telefilm americani che vediamo pure noi:Law and order,Seven heaven,Oc(credo che siamo di qualche puntata piu' avanti rispetto a voi:vi dico solo che c'e' l'immancabile personaggio gay,tanto per essere originali),Will and Grace,Friends,Scrubs,Csi,i Simpson.Una volta ho beccato un cartone in irlandese:ho capito solo che era irlandese!Tutte le sere ci sono almeno due o tre filmoni:tra lo zapping ho visto Bronx,Plaesentville e Taxi driver.Tra le sei e le sette(ora del mio rientro)fanno alcune mini serie inglesi che hanno tutte il nome di una strada e che i miei coinquilini seguono assiduamente.Sono tutte tragiche,piene di gente che litiga,si ricatta.Mah!Una sorta di Beautiful o Sentieri?No,i personaggi non sono fighi,ripuliti e pieni di soldi.Come pubblicita',a parte quelle delle birre e di tutte le schifezze di cui parlavo prima,c'e' la frequente presenza di Claudia Schiffer che usa lo shampoo giusto e la crema antirughe piu' efficace "perche' lei vale".E uno spot ha per colonna sonora "The district sleeps alone tonight" dei Postal Service.

The Streets(work in progress)

Ci sono lavori in corso dappertutto e a qualsiasi ora.Ieri sera,uscita dal cinema(non potevo dare un secondo pacco in tre giorni a Christine,vive con me,cosi' ho acconsentito a Wimbledon:un film inutile?More!C'e' persino una comparsa italiana:quella che fa la pubblicita' in cui non consiglia l'idraulico perche' se' magnato il suo gelato preferito)stavano asfaltando una delle strade principali Washington street.E come in Italia,anche qui i lavoratori si distraggono se vedono passare ragazze in minigonna!Non ci sono molti semafori,e capita che per andare a prendere il bus vicino casa e attraversare una strada rischio la vita tutte le volte.Due file di macchine in arrivo sulla destra mentre sei abituato a guardare dall'altro lato,e ancora altre due file pronte a metterti sotto sulla sinistra.Poi allargano l'aereoporto,costruiscono nuovi accomodation per studenti.Tutto cio' perche' nel 2005 Cork e' la capitale europea della cultura.

PS.Si apre qui una bella rubrica:consiglia a Sabrina come sperperare i "suoi" soldi in dischi,libri,dvd,rarita'.Lei ha bisogno di te perche' non e' una spendacciona,noooo......non ha acquistato in una sola settimana due album e due dvd,nooo...

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martedì, 28 settembre 2004
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mercoledì, 22 settembre 2004

Ammetto di aver visto solo questo durante il Gender Bender Festival dello scorso anno.Devo rimediare.

Sabrina

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martedì, 21 settembre 2004

Il viaggio e' stato lungo:prima in auto,arrivo all'aereoporto di Roma e prima mazzata(gli extra per le valigie).Qualcuno mi aveva avvertita ma non potevo fare a meno di certe cose,beh forse i cd,di sicuro quei libri(scherzo!).Conosco V che va a Londra per due mesi.Ci teniamo compagnia durante il volo e giunte a destinazione ci salutiamo e mi tocca aspettare piu' di 4 ore il volo successivo con i miei massicci bagagli.Devo rifare il check in e la Ryanair mi rifila la seconda batosta,la piu' pesante perche' ora e' in pounds!Rassegnata al fatto che con queste compagnie a basso costo posso portare solo lo zaino,imbarco i bagagli con la ricevuta di pagamento e conosco una coppia.Si siedono accanto a me sull'aereo,gli dico che quando arrivo prendo un taxi per andare al Deanshall(un complesso di appartamenti per studenti).Gli mostro la lettera che conferma la mia prenotazione ma iniziano a dubitare sull'esatto indirizzo.Sono cosi' gentili che mi accompagnano con la loro auto e infatti la mia casa non e' a CrossesGreen ma a Bishopstown,cioe' lontano da tutto(e figurati),perche' sto caspita di Deanshall ha due sedi.Saluto i coniugi Okane,che mi lasciano il loro numero di casa,e mi affido ad Adam,simpatico e cordiale ragazzo della sicurezza che mi mostra la mia stanza.E' carina,e' tutto nuovo,in ordine.Non ho una chiave ma una calamita che apre portone,porta di casa e porta della mia camera.Quindi ognuno ha il suo monolocale(c' e' pure il bagno personale,non lo sapevo)e c`e' una sala-cucina.

Ieri mattina sono stata all'universita'(UCC-university college of cork)dove ho incontrato due ragazze che studiano a Bologna(te pensa!).Da li' ho girato per ore nei vari negozi del centro.Al primo colpo ho trovato il posto giusto:un piccolo negozio di dischi un po' Underground dove ho acquistato un cd di Jim white,ascoltato stanotte sotto le coperte(ottima spesa).Vende anche gli Shins(prendero' quello vecchio che ho letto essere il piu' bello),Chris Brokaw,e...ma chi sono i Frames?li vedo ovunque come le Scissor Sister.Che dite?Cosa consigliate?E vendono un disco di b-side di Damien Rice.Il biondino del negozio e' gia' un amico(gli ho ordinato 4 cd tra cui Seal Beach degli Album Leaf che sono sicura di aver pronunciato bitch!!).Nella strada principale ho trovato la Virgin che e' figa,mica come ricordi,c'e' di tutto ed e' ben fornita di film(ho trovato il dvd di Willy Wonka a 9 euro!)Lo stesso vale per HMV,che pero' e' piu' piccola.Ho scovato un negozio di libri,dischi,fumetti nuovi e usati che vende classici della letteratura a 2.25.Senza cercare mi sono trovata davanti quello che volevo"Il grande Gatsby" di Francis Scott Fitzgerald,qualcuno dei miei amichetti mi fa sapere se da Feltrinelli si trova?L'inglese mi e' ancora ostile,questione di pratica e tempo.E' stato tratto anche un film da questo libro,diretto da Nugent nel 1949:giuro che se trovo anche il film non mollo piu' questa citta'.

Ieri e' avvenuto anche il primo incontro con i miei compagni d'appartamento:2 ragazzi e una ragazza,tutti del sud dell'Irlanda e tutti studenti del Cork Institute of Technology.

Beh,credo di avervi ammorbato abbastanza per oggi.

Alla prossima

Sabrina

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lunedì, 20 settembre 2004

Ho sistemato il post di venerdi':ora si dovrebbe capire qualcosa.Che dire,dopo una giornata in viaggio sono arrivata in questa gia' fredda citta',ho scoperto un grande magazzino,una fabbrica di Foster,il fiume Lee,la linea di bus numero 8 e l'universita'.Molto poco ma datemi tempo.Maggiori notizie prossimamente.Ora faccio un giro per la grande universita' e poi vado a vedere il centro.Voi cosa dite:mtv day o anti mtv day?Vado a sbirciare.

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sabato, 18 settembre 2004

Cercherò di tornare qui appena posso.

Aspetto tutti coloro che vorranno passare di lì.

Sabrina

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venerdì, 17 settembre 2004

Sono solo due mesi che esiste questo blog ma mi sono bastati per capire che la cosa è più grande di me.Ti dici apro un blog e scrivo quello che mi pare:no,non è così che funziona.Perchè ci sono migliaia di persone dietro queste pagine di diario.La cosa più bella che può capitare è identificarsi nelle righe buttate giù da qualcuno che ha quindici anni più di te,che vive lontano chilometri,che ha con sè un bagaglio di esperienze che nemmeno immagini.Dove s'instaura una sorta di cameratismo e con un link si testimonia una simpatia reciproca.Assomiglia ad una specie di confraternita o club privato:ma esistono regole per entrare?cosa viene richiesto?Non conosco le norme di comportamento di questo mondo.E' bello sapere che molti si sono incontrati e si frequentano spesso.Personalmente ne conosco solo alcuni,per il resto leggendo,mi sembra di intrufolarmi nelle loro vite,che magari fidanzati/e o amici ignorano.Ad esempio non tutti i miei amici leggono questo blog,alcuni non sanno neanche cos' è un blog!Non è strano un mondo che utilizza una macchina per porre davanti a chiunque il proprio essere?Ci sono storie,idee,momenti,consigli,emozioni,dogmi,racconti,persone,                                                                                                                                       sfoghi,istanti, posizioni,richieste,preferenze,poesie.

Io,nel mio piccolo,sono presente.

Sabrina

postato da: tuttigusti alle ore 23:46 | Permalink | commenti (3)
giovedì, 16 settembre 2004

C'è chi afferma che il proprio blog, ora che lei non potrà aggiornarlo troppo spesso e visto che gli altri non ci scrivono quasi mai, morirà. C'è chi insiste perchè partecipi ad un concorso nel quale avrebbero riso di te e della tua prosa, ed al quale tu comunque non riesci a partecipare in tempo causa lontananza dal piccì. C'è chi dice che "allora lo posti sul NOSTRO blog, non sul tuo!". ("nostro"? Ah, il tuo blog!!). C'è Sabrina che fa tutte queste cose insieme, e allora dovrete abbozzare.

 

Ore 15.40

 

Entro e mi avvicino alla macchina. Tasto verde, moneta, tasto verde. Prendo il foglietto e vado verso il posto. La scelta del posto tra quelli liberi non è mai casuale. Lo cerco in una delle file esterne, in modo da non avere troppa gente attorno. Mi fa sentire più a mio agio, quasi come a casa, come se la gente attorno non ci fosse, o non potesse notarmi.

 

I capelli castani del ragazzo accompagnavano la sua aria assente, trasognata e distante, mentre fissava la schermata iniziale del monitor avanti a sé, le dita veloci a battere sulla tastiera.

 

Mi siedo, digito il codice, comincio a cercare quello che devo. Qualcosa, di tanto in tanto, mi distrae, mentre leggo gli orari dei treni e scelgo quello che mi serve. Qualcuno alza la voce, ride, fa movimenti inconsulti. Sono piccoli fremiti del mondo attorno, minuscole scosse che attirano l’attenzione.

 

La ragazza, dai lineamenti esotici, primi fra tutti gli occhi dal taglio affusolato, parlava rumorosamente, con ampi scatti del capo a sottolineare le sue parole, alla webcam che aveva davanti. Di tanto in tanto emetteva una risata posticcia, molto rumorosa, simile ad un singulto, quasi espettorata con fatica. Aveva vicino a se un amico, dai lineamenti simili, più timido, sembrava, perché stava quasi del tutto in silenzio, limitandosi a sorridere accondiscentemente.

 

Ma non se ne accorge? Si sente solo la sua risata. Non capisce che dà fastidio? Non c’è modo per farla parlare più piano? Sono così fastidioso anch’io, quando leggo qualcosa e mi viene da ridere? Le persone che hanno aspettato con me dal dentista mi odieranno?

 

La ragazza vestiva la maglietta di un gruppo musicale straniero, una lavatrice bianca su sfondo blu, gli occhi a scorrere veloci le parole sullo schermo. Da tre mesi aveva cominciato a scrivere un blog, dopo aver passato diverso tempo a leggere quelli altrui. Il ragazzo biondo dai capelli ricci, seduto di fronte a lui, stava leggendo in quel momento proprio il suo. Ogni tanto sorrideva, colpito da una descrizione, da un dettaglio inconsueto, da un particolare affascinante. Da almeno tre mesi moriva dalla voglia di conoscere l’autrice di quei piccoli, magnifici schizzi quotidiani.

 

Ma come… chiedo al tipo alla mia sinistra, capelli biondi ricci e una maglietta leggera, se ha una penna da prestarmi, io l’ho dimenticata. Me la porge con un sorriso e riprende a leggere divertito; mi appunto gli orari e gliela restituisco.

 

Finito di leggere, riprese la penna che gli veniva porta ringraziando e si alzò. Uscendo, passò vicino alla ragazza con la maglia blu, l’autrice del suo blog preferito. Non si sarebbero mai più incontrati.

 

Fatto. Finito. Posso sprecare il tempo mancante girando a caso. Mentre il computer carica il sito di un programma comico americano, mi guardo ancora un po’ intorno. La cosa più strana è che la maggior parte della gente ha un’espressione imperturbabile, come se fosse assolutamente normale farsi i fatti propri fianco a fianco a dei perfetti sconosciuti. Io sento la mia intimità violata! E nel contempo, devo dire che sbirciare tra gli interessi del vicino è una tentazione irresistibile. È impossessarsi di una minuscola parte di lui, è sentirlo parlare per un istante. È conoscerne un assaggio.

 

Un cinquantenne dall’aria inoffensiva sta sedendosi nella seconda fila, davanti allo spazio per i laptop. Dieci metri più in là, in una stanza tappezzata di verde, un ventenne dai capelli scarmigliati sta masticando una gomma e massacrando avversari in uno sparatutto on-line. L’aria della stanza, troppo piccola per le quattro persone stipate lì dentro, è un po’ pesante.

 

Il tipo con il palmare potrà avere vent’anni. Ha i capelli lunghi mossi e le guance arrossate come due arance mature. Si guarda intorno con circospezione ogni due minuti, ogni tanto finge un colpo di tosse e si muove per rapidi scatti nervosi. Come se…

 

Stava scaricando un film porno. Era lì con il suo portatile e stava scaricando un film porno. Che figura se lo avessero scoperto. Che figura. Non sarebbe successo, comunque. Ma appena tornato a casa, in preda al senso di colpa, l’avrebbe cancellato.

 

L’uomo alla mia sinistra è iperattivo. Da venti minuti sta osservando pacchetti vacanze e francobolli su E-bay, contemporaneamente, almeno due per volta. I vestiti scomodi imitazione di marche famose e gli occhiali ossidati non danno l’idea di un viaggiatore abituale. Un mio amico adorava studiare vacanze su internet, s’informava della sistemazione, del costo, del clima, dei passatempi. Studiava tutto e poi se ne andava. A casa passava un sacco di tempo guardando Home Shopping Europe sul satellite. Non ha mai comprato niente.

 

La donna era una professoressa di inglese. Cercava una scheda per spiegare meglio ai suoi alunni (dai dodici ai tredici anni) la differenza tra simple past e past present. Aveva imparato ad usare internet sei mesi prima, grazie ad un corso di aggiornamento a scuola, e le pareva potesse essere molto utile in casi come quello. Avrebbe tanto voluto caratteri più leggibili.

 

Un signore dietro di me sta parlando al cellulare con la voce troppo alta. Ha letto di un autobus rovesciatosi proprio sulla strada di casa sua, vuole sapere se stanno tutti bene. Dall’accento si capisce che casa sua è piuttosto lontana da qua, almeno qualche centinaio di chilometri. Quando riattacca sollevato, altri tre cellulari squillano in coro, con grande spreco di polifonia. Uno attacca subito dopo, discretamente: il Canon di Pachelbel. Non resisto e lo canto fra i denti, mentre quello dall’altra parte della fila mi guarda sconvolto.

 

Fuori, il sole aveva lasciato posto al buio già da un po’. La sala era semivuota adesso, satura dei pochi rumori prodotti dai presenti. Il costo per ora è diminuito, e tuttavia tra un po’ finirà. La scritta sulla schermo lo ha detto gentilmente, ma con fermezza. Ancora qualche secondo…

 

Tempo scaduto. Il ragazzo raccolse le sue cose e se ne andò, gettando al volo una lattina nel cestino ed allontanandosi senza guardare altro che i suoi passi. Il giorno dopo alla stessa ora era già partito, la valigia sempre troppo pesante appoggiata per metà ad un palo e per metà alla porta malfunzionante della carrozza.

 

 

Il treno su cui viaggio ha le luci spente, chissà se è un guasto al sistema elettrico o se non sanno come accenderle. È una sensazione strana, non l’avevo mai provata. È intima e gioiosa, è segreta ed eccitante come un gioco infantile. Ora una galleria, la mia prima senza luce. Ho chiuso gli occhi. Li ho riaperti: era buio. Tutto è perfetto.

 

Giorgio

*Chi è che hai fregato tu?

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giovedì, 16 settembre 2004

Accompagnata dalla pioggia,ieri ho lasciato Bologna e tutto ciò che la circonda,in pratica il mio mondo.Sono stata accolta e straviziata da quella che considero la mia famiglia,ho salutato gli amici,sono andata al cinema...già,il cinema.Per la mia prima uscita bolognese è lì che mi sono rintanata con l'amica E.,prima conoscenza in città fatta quello stesso giorno.Davano Moulin Rouge e sul finale strappalacrime lei piangeva,io no(non sono insensibile è che trovo difficile piangere davanti a chiunque,ma ho recuperato perchè da luglio ad oggi sta catena di saluti mi ha distrutto!E poi saranno altri i film per cui piango,tipo "Stand by me" o "Kitchen stories")**così le ho offerto i miei fazzolettini.Due giorni fa(ultima uscita pre-partenza)il copione si ripete:nuovo film,altra persona accanto a me,ma io sempre all'asciutto e pronta a dare fazzoletti.Dopo si cena a casa ma non riesco a schivare i due giapponesi(impugnavano delle piccole digitali per immortalare me????quella con i capelli alla Danny Amatullo??).Ricevo uno,due e tre....mmmmhhhhh......mi sorge qualche dubbio:che tentino di spingermi oltre il mio status da troglodita?Sarò vittima di un esperimento sociologico?Non merito tutto questo interesse!

Saluto loro due e lei per telefono.Mentre lui non mi ha dato il tempo di sloggiare che ha già assunto la mia identità e si è goduto la mia opera d'arte.Non sono riuscita a vedere questa splendida donna,ma ho incontrato un Polaroid.Mi son sentita ripetere mille volte quando ero giù "sei tu che l'hai scelto".Lo so,è solo che non avevo considerato l'aspetto negativo della mia partenza.

Ora  mi tocca preparare le valigie e capire come cavolo usare il moderno I-pod e sarò pronta...quasi.

Sabrina

*per G:ti ho fregato,mi sono sputtanata da sola.Inventane un'altra!

**forza,datemi qualche titolo struggente

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mercoledì, 08 settembre 2004

Da oggi sono a Bologna.

Sabrina

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martedì, 07 settembre 2004

Ma questi gruppi chi sò?

Sabrina

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domenica, 05 settembre 2004

Finalmente sul sito della Ryanair e grazie alla credit card di chi suo malgrado mi mantiene,ho acquistato i biglietti solo andata per Cork.Partirò il 18 da Roma e farò scalo a Londra in un aereoporto che non credo di aver mai visto(Stansted) dove trascorrerò qualche ora sperando di divertirmi come Tom Hanks in "The Terminal",che vedrò nei prossimi giorni dato che nel quarto mondo(dove vivo)"Fahrenheit 9/11" non è ancora uscito.Intanto mi perdo l'evento del mese "Independent days festival" di cui parlano quasi tutti i blogger(ma come non siete andati a ballare "Trick me" di quella nobildonna di Kelis o l'ultimo singolo delle Vibrazioni al Coca-Cola Live di Firenze?Che delusione!)E cerco di ultimare i miei acquisti:i-pod e digitale(ho sempre rinunciato al pc,in qualche modo dovevo sfogare!).Poi capita che nei rari momenti in cui accendi il cellulare,ti chiama la biblioteca Sala Borsa(disturbando il tuo riposino pomeridiano)perchè il tuo domicilio bolognese non risulta valido e ne vuole un altro.Cosa dire se non esiste:via fantasylandia numero 000?Ma tu guarda se devo tante spiegazioni a una perfetta sconosciuta:ma chi sei?chi ti conosce!lo sai che c'è gente che mi scrive e io non rispondo!lo sai?!

Sabrina

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mercoledì, 01 settembre 2004

D: che visione ha del rapporto uomo macchina?

R: Dunque, da convinta kraftwerkiana non posso che unirmi a chiammira l'imponente presenza delle macchine nel nostro mondo. Hanno raggiunto una potenza quasi divina ormai, che insieme affascina e atterrisc. (applicando una visone feuerbachiana di dio all'argomento, potremmo anche definire le macchine come la prima, concreta, proiezione di dio nel Reale) In "Computerworld" i Kraftwerk profetizzavano: "I program my own computer / Bring myself into the future", e infatti io credo che le macchine siano state un mezzo di autorealizzazione per l'uomo moderno, prima ancora di creare quei processi di alienazione che, sempre i Kraftwerk, cantano in "The Man-Machine": "Halb Wesen und Halb Ding" (metà Essere, e metà Cosa).
C'è da dire che io non credo all'"umanizzazione" delle macchine, nè tanto meno al processo inverso. La ritengo una visione superficiale, come quella di chi trova la musica dei Kraftwerk (e più in generale la musica elettronica) una musica "fredda". La c.d. "freddezza" del suono teutonico non è solo mezzo per evidenziare il sentimento tramite la sua negazione, una litote musicale insomma, ma è tagliata dalla melodia, dal suono pop, e com'è noto l'orecchiabilità è fatta per destinatari esclusivamente umani, quindi la rende la più umana delle musiche. Il vero punto interessante è invece notare come le macchine abbiano influenzato la vita dell'uomo proprio nella sua parte più "meccanica", più "automatica": le abitudini, la routine, i piccoli automatismi muscolari che ci fanno automaticamente schiacciare la frizione quando cambiamo la marcia, o che ci fanno entrare nell'ascensore senza vedere se è effettivamente al piano... E' nella dicotomia potere-debolezza il paradosso del rapporto uomo-macchina: le macchine che abbiamo creato ci rendono padroni del mondo, ma contemporaneamente, ne dipendiamo. E' qualcosa di più complesso della capitolo della Fenomenologia dello Spirito dove Hegel parla del rapporto Signoria e Servitù. Le macchine non sono più solo serventi, le macchine creano, decidono, scalano le gerarchie come e meglio degli uomini e naturalmente puntano alla parità, e poi al superamento, con un'ambizione che ha dell'umano (e forse proviene dall'uomo stesso).

D: Però una macchina la cui forma vitale è il calcolo non può avere a che fare con peculiarità umane come sensazioni e sentimenti... come può una cosa che non prova sentimenti aver pari dignità di un essere umano?

R: La differenza tra l'uomo e la macchina non sta nei sentimenti, perchè può sempre arrivare lo scienziato di turno che ti dimostra che i sentimenti sono scariche elettriche proprio come quelle che viaggiano nei computer.
Se vogliamo trovare un ambito in cui difficilmente le macchine potranno raggiungere l'uomo, questo è l'Arte. Difficile dimostrare che un robot non possa fare arte basandosi su criteri razionali. Facile invece basandosi sui criteri non razionali. Infatti mentre esiste un senso comune di Arte, non ne esiste una definizione pacifica, e tantomeno razionale. Una macchina deve per forsa basarsi su identificazioni univoche, su assiomi, su zeri e uni. Come può anche soltanto concepire una cosa che sfugge a qualsiasi definizione? Una cosa talmente sfumata da essere inclassificabile? Posto che si riesca a creare un computer che abbia il senso del Bello, resta sempre i Dionisiaco, il folle. L'irrazionale va oltre l'aleatorio così come l'Arte va oltre il Bello. Lei non concorda?

D: Sì. Lei quindi implicitamente ritiene che le macchine abbiano dei sentimenti, però.

R: Sono convinta che il mio stereo abbia delle preferenze musicali. (Ride). E' un po' quando Ralf Hutter dichiara nelle interviste: "We play the machines, and the machines play us. So it's still interaction". Le cose che l'uomo crea inevitabilmente finiscono per somigliargli, è questo il fascino delle "machines", o meglio, il fascino che esercitano su di me.

Ve




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