Dovete sapere che ho fatto amicizia con una parigina di nome Aude, che
non e` male, pare seriosetta invece si sa divertire e poi dopo che ho
scoperto che le piacciono i dEUS l`ho definitivamente promossa. Aude
voleva andare a Londra, dove ha degli amici (francesi), e io, da
faccia di bronzo qual sono, mi sono accodata avendo cura di scroccare
pure il posto letto per sabato sera (niente commenti please, nemmeno
pensati).
Venerdi` facciamo il biglietto per l`autobus, quello che passa proprio
qui al campus, e la cosa pare fatta.
Inciso: venerdi` sera, dopo l`allenamento, ho raggiunto qualcuna delle
ragazze del football al pub. Risultato: ho ricevuto un invito a
vestirmi da contadino con le ragazze del RUGBY (!!!) e andare a
ubriacarmi sul campo da gioco (me la sono cavata con un "I don`t
know") e poi hanno passato il resto del tempo a testare su di me il
loro spagnolo terribile. Oddio detta cosi` non sembra divertente
pero`, anche se non capisco un ciufolo del loro slang e anche se la
musica a manetta non aiuta, continuano a sembrarmi una compagnia tutto
sommato piacevole.
Come al solito faccio le due, e la mattina sveglia alle sette per partire.
Attraverso il campus deserto e giungo alla fermata. Aude non c`e`.
Vabbe` sara` in ritardo. Mancano 10 minuti. Aude for chrissake ando`
stai? Altri 5 minuti e comincio a impanicare: o quella non s`e`
svegliata, cosa improbabile, oppure c`e` qualcosa che non va, cioe`
sono alla FERMATA SBAGLIATA (nel campus ce ne sono 3), e ppure ero
sicura di aver capito bene! Aude mortacci tua e adesso dove devo
andare io?
Mentre ero occupata a mandare a Aude tutti i possibili accidenti che
un italiano puo` conoscere, ecco l`autobus in lontananza. Mi sbraccio.
Naturalmente lui mi ignora e sgasa via verso la fermata successiva. A
questo punto l`unica e` una corsa disperata contro il tempo, mentre il
mio stiramento muscolare alla coscia deve ancora guarire del tutto e
mentre mi ci vogliono almeno 5 minuti per arrivare all`altra. Giuro
che pensavo di non farcela, il classico sconforto che ti accoppa. Poi,
quando gia` avevo dovuto fermarmi per il dolore alla gamba, intravedo
l`autobus maledetto fermo al marciapiede. Scatto finale sulla
collinetta d`erba bagnata, mi mancano circa 50 metri, quando lui
piglia e parte.
A questo punto tutto il campus placidamente addormentato ha sentito il mio
WAAAAAAAAAAAAAAAAAAIIIIIIIIIII
WAAAAAAAAAAAAAAAIIIIIIIIIIIIII
Funziona. Si ferma, e il mio cuore esulta. Arrivo alla portiera cosi`
ansante da avere la voce spezzata e non trovo il ticket. Certo che non
lo trovo, perche` era in tasca e io mi sono appena fatta tutto il
campus di corsa. Potrebbe essere ovunque. E qui arriva la mia
proverbiale fortuna sfacciata: l`autista riparte, poi si riferma e mi
dice che c`e` un foglio in mezzo alla strada.
Ebbene si`. Era lui. Che fortuna disgustosa (ah per la cronaca la mia
fortuna con la metropolitana pare funzionare anche all`estero). Sono
una persona spregevolmente fortunata.
Dopo questo traumatico jogging mattutino mi so` girata, zoppicando,
una Londra quantomai piovosa, ma sempre piena fascino. Chiunque abbia
visto Londra sa di cosa sto parlando. L`unica vera metropoli
europea.(sugggerirei peraltro di sviluppare i condizionatori nelle
metropolitane), e non staro` qui a descriverla. Andateci.
Gli amici di Aude sono un mezzo clan. Francesi che abitano con
francesi, escono con francesi, si comportano da francesi, vestono da
francesi, mangiano francese, abitano a Londra e tornano in Francia un
weekend si` e uno no. Comunque, tutte facce da bravi ragazzi che
frequentano una "business school". La sera siamo andati a casa di
altri francesi a cena, e devo dire che con le fajtas se la cavano. Con
gli argomenti di conversazione un po` meno. Con la concezione di
divertimento, per niente proprio. Mi han portato in un club verso
Piccadilly Circus, dove a quanto pare vanno spesso. 10 sterline per un
esercito di sfigati saltellanti di eta` e nazionalita` assortite, un
DJ da prendere a scarpate (gli iglesi in discoteca ballano la "cheesy
music" cioe` beyonce` pseudoremix e altra musica di merda) e l`altro
DJ, una tizia che AVREBBE DOVUTO mettere musica dance, da scuoiare
viva. Avrei voluto essere come Marion, la tizia che mi ha ospitato. La
sua politica e` "sfogo libero e assoluto". Una volta che attacca a
saltellare non la fermi piu`, penso che si scatenerebbe con la stessa
convinzione anche con con una serie di jingle pubblicitari remix.
Beata lei. Io pur di non pensare alla musica mi sono fatta i peggiori
trip psicologici.
Aude era li` che praticamente rideva di Marion, e cercava di stare,
chiaramente in modo poco spontaneo, allo stesso gioco. Poi alla fine
mi ha detto "che musica di merda". Bah!
Domenica decisamente meglio: bella giornata, mi dirigo verso Camden
Market dove Fabio (uno dei miei amichetti musicofili), che lavora da
sei anni qui come biologo, mi deve fare da "guru" del vinile.
Camden e` da uscire matti. Sopratutto per i negozi di dischi.Dopo
un`ora se chiudevo gli occhi vedevo le copertine scorrermi davanti
tipo diapositiva avvelocitata. (Primo disco dei Kraftwerk a 70
sterline...auauaauauaua)
Non capisco perche` ha la fama di essere un posto di punk. Non e`
vero, ce n`e` qualcuno di questi col crestone laccato che avra`
addosso minimo 100 sterline tra vestiario figo-punk e accessori, ma e`
molto piu` "punk" Bologna, a sto punto. E` solo pieno di gente e pieno
di baracchini che cucinano roba da ogni parte del pianeta. Il mio
pollo al curry me lo ricordero` a lungo.
Insomma devo ritornarci, a Camden, ma con parecchi pounds in saccoccia.
Fine weekend, torno a casa semi zoppa, senza voce (il waaaaaiiiit e`
stato fatale), e con la lavatrice ancora da fare. Ma almeno Aude ha
imparato qual e` la fermata denominata "south courts".
Ve

