lunedì, 28 febbraio 2005

neanche un giorno che c'è shinystat è già si arriva qui cercando" canzone natale 2004 artisti vari stranieri"(ma quale potrebbe essere,mi chiedo.ah,forse quella con will young,bono,blur,radiohead.si,ma perchè qui!!) e "fiori finti provincia di torino".questa è già più difficile.anche perchè non si capisce quanti siamo su sto blog,chi siamo,ma soprattutto da dove scriviamo.

da sola riesco ad essere in tre posti contemporaneamente:la città natale,quella dell'erasmus e quella dove ho vissuto negli ultimi anni.e finisce che mi contatta della gente per chiedermi come fare per cercar casa a bologna,che esami inserire per l'università di cork e come si vive a colchester.ora,vabbene bologna e cork,pure se,ascoltare consigli da me non è indicato.ma a colchester non ci ho mai messo piede.e manco a torino e provincia.poi a me nessuno offre i suoi saggi consigli,perchè?mi sarebbe di aiuto,data la mia incapacità.non cambio idea perchè sò capa tosta?certo,ma su alcune cose ho ragione e vorrei tanto sbagliarmi.

Sabrina

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venerdì, 25 febbraio 2005
Psicopatologia della vita d'ufficio 

 

Ma uno è davvero libero di sbruffare davanti a ciò che gli accade davanti?

Ho intuito che i figli di genitori strettamente collegati con l'universo ospedaliero hanno strani destini avversi. Poi mi sono trovata davanti ad un i-mac in un ufficio e ho realizzato.

Quando il tuo sguardo si incolla davanti allo schermo di un pc per più di un 'ora filata è la fine. Il tuo cervello si sgretola, ti si aprono porte strane nella mente, ti concentri sul lavoro che stai facendo, assumi espressioni il più possibile convincenti e studiate, soprattutto quando il tuo capo è in giro per l'ufficio. Ok, spremi al massimo l'automatismo informatico, arrivi addirittura dopo una settimana a fare amicizia col suddetto i-mac che per specificare possiede, Soprattutto, una fantastica tastiera fucsia Inglese, insomma fai tabula rasa elettrificata del tuo subconscio, e vai avanti per la prateria che ti sei costruita, nel silenzio d'ufficio, l'interiorità elevata. Solo che è plausibile, suppongo, aggiungere che in tali agglomerati di concentrazione pseudo zen si infilino immagini strane, non c'è consequenzialità tra le immagini, come accadeva nel cinema classico americano, ma è una banale e disarmante giustapposizione paratattica. Si vede che sono al terzo anno e frequento un corso di grammatica base del linguaggio fascinoso e cinematografico? Se sì, chiedo scusa, in caso contrario allora posso adagiarmi su un divano, elemento che andrebbe obbligatoriamente contrapposto alla sindrome della sedia da ufficio. Ecco. La concentrazione spazio-temporale fissa sul grumolo di pixel intermezzata da immagini e pensieri, un po' futili a dir la verità. A dir la verità è un periodo un po' strano, come quando senti che l'aria ha un che di particolare, ti pare di captare qualcosa, ma sei chiuso in una sorta non visibilità e non sai che là fuori sta già nevicando. Il problema è il tempo che passa tra l'analisi della sensazione e il momento in cui ti accorgi che il tutto sta accadendo.

Aggrovigliamento di fili, grattarsi il mento e non capire.

 

A dir la verità in questo periodo mi sembra di avere quindici anni. Potrei spiegare il perché ma pochissime persone lo sanno. È l'imbarazzo dei movimenti, una piccola fetta di goffaggine che non riesci a lavar via, un'inquietudine ancora là da venire. Insomma ridere per delle stronzate, ridere dell'imbarazzo di non saper chè dire di fronte a un ragazzo. che.

O forse il capitare in mezzo ad un corso obbligatorio per le matricole e ritrovarsi a sguazzare dentro visi non noti, bene o male quando arrivi al terzo anno di università le conosci quasi tutte quelle espressioni, quei volti. O forse ha ragione qualcuno quando dice che io e un certo sig. marco conosciamo un po' quasi tutti al dams. Di certo mi vien da chiedermi com'ero due anni fa. Com'eravamo due anni fa, appena approdati sul suolo bolognese, sbarbi indenni dalle vere prove della vita, come imparare a decifrare i codici tra coinquilini, capire davvero come si fa a cucinare, a sopravvivere, a vivere, a districarsi nella giungla universitaria, annusare e scoprire lentamente le meraviglie della città dei vizi. Almeno per quanto mi riguarda. Ecco. Rivedere nei loro occhi quell'incosciente smarrimento, quell'ebrezza di sentire fra le dita la libertà, dimenticare il vecchio fiato sul collo di quando stavi seduto sempre al solito banco con sempre le solite facce nel sempre e solito grigio liceo. Ecco. E come si diventa, allora, dopo tre anni a Bologna?

 

Forse così. Che finisci seduta ad un sedia girevole e con le rotelline davanti ad una scrivania col tavolo arancione ed un i-mac fucsia. Ad ascoltare silente le chiacchiere d'ufficio, a contemplare ohmniamente lo schermo del computer, a fischiettare, di tanto in tanto, quando dei pomeriggi di febbraio ti avevano giusto prima offerto intervalli dal sapore dolce e scivoloso. Sulle labbra.

 

O forse accade solo di guardarsi indietro perché guardare avanti crea vertigine. Solo che poi ci son momenti dove scegli di essere forte. E un po' vedi che qualcosa sta cambiando. E allora decidi che bisogna comunque andare avanti.

Comunque

 

Chiara

 

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giovedì, 17 febbraio 2005

 

 

 Friend is a four letter word (Cake)

La prima volta che ascoltai questa canzone fu al termine di un episodio di un certo epocale cartone, almeno per la vita di certi adolescenti cerebrali e psicoanalitici. Daria.

Il nucleo essenziale erano gli occhialoni tondi, il sarcasmo, la voce doppiata, per molte puntate, da Marina Massironi, quel vago disprezzo per tutto ciò che volteggia attorno, quando sei al liceo, quando sei giovane, quando ti senti dannatamente diversa dagli altri e vorresti urlarlo al mondo. Daria e Jane erano l'appuntamento serale del non-ricordo-che-giornodellasettimana su mtv, quando mi incollavo alla tv e iniziava il mio cartone preferito. Ero in seconda liceo e la mia migliore amica di allora, Silvia, ricordava nell'aspetto Quinn, nelle attitudini e nelle battute e nella visione della vita invece Jane. Io nell'aspetto non ricordavo nessuno, ma in quella voglia superba di scrivere e in certa alienazione diurna mi veniva in mente Daria, per il mio lato artistico invece Jane. Ecco, così, andando a ritroso nella propria vita, i bui anni di liceo, quando ti chiedi dove vanno a finire certe perle sfuggenti. Certi South Park. Si diceva, quel sarcasmo dissacrante, il club della moda, fondato dalla sorella di Daria, Quinn e Stacy e le altre due fanciulle svampite, e certi pavoneggiamenti ridondanti che ritrovavamo nella nostra scientifica classe.

Provare affezione dolce e dannatamente semplice per dei buffi disegni animati, forse vien da ridere, ma dietro quel sarcasmo affilato ci sta tutta l'amarezza di quando non sai cosa succederà nel futuro, l'alienazione insita di quella che si muoveva anonima per i corridoi di un liceo senza fronde di giovani sbarbi alla moda pronti ad offrirti un passaggio, un sorriso, un rene. C'era qualcosa in "Daria" che ti faceva sentire non così diversa, che a volte faceva sembrare tutto un po' esagerato, ma dopotutto era un po' come una tavolozza di colori strani e sgargianti ma tutto sommato azzeccati. E poi faceva morir dal ridere, il professor DeMartino e l'occhio perennemente strabuzzato e iniettato di sangue, il fratello figo di Jane, Trent, e poi il footballer Kevin e la sua amata Brittany. Ecco. E poi ce lo tolsero. Dopo che Daria si mise con l'ex di Jane, Tom e. Così, quando ripensi a piccole stupide cose che ti allietavano, tempo tempo fa.

 

E voi, ma lo guardavate "Daria"?

 

 

Chiara.

 

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giovedì, 17 febbraio 2005

 SABRINA,
YOU RECEIVED A 2/2- SECOND CLASS HONOURS.

postato da: tuttigusti alle ore 13:20 | Permalink | commenti (20)
martedì, 15 febbraio 2005

 

Sapevo di aver fatto l'acquisto del secolo:box con 11 dei film di Truffaut più extra.Peccato manchi"Effetto notte",tra i miei preferiti.In una scena c'è Jean-Pierre Leaud che,guardandosi allo specchio,ripete:

Antoine Doinel-Antoine Doinel-Antoine Doinel-Antoine Doinel-Antoine Doinel-Antoine Doinel-Antoine Doinel-Antoine Doinel-Antoine Doinel-Antoine Doinel-Antoine Doinel-Antoine Doinel-Antoine Doinel-Antoine Doinel-Antoine Doinel-Antoine Doinel-Antoine Doinel-Antoine Doinel-Antoine Doinel-Antoine Doinel-Antoine Doinel-Antoine Doinel-Antoine Doinel-Antoine Doinel-Antoine Doinel-Antoine Doinel-Antoine Doinel-Antoine Doinel

postato da: tuttigusti alle ore 17:30 | Permalink | commenti (5)
giovedì, 10 febbraio 2005

andare a bologna con i tuoi-FATTO

risolvere un problema universitario-FATTO

risolvere un problema mille volte più grande di te- NON FATTO

tuo padre si becca l'influenza-FATTO

tuo padre ti passa l'influenza-FATTO

far impazzire chi ti ospita per prendere le medicine giuste-FATTO

riuscire a parlare con gli amici-NON FATTO

vedere il corto di marco-FATTO(e finalmente)

passare un'ora con antonio e ricordarsi quanto sia eccezionale-FATTO

girare la città in cerca di libri e cd,e sentirsi dire"arrivano la settimana prossima"(quando io non ci sarò)-FATTO

scoprire che lei non sa tagliare una mela-FATTO

sentire lei rispondere al telefono dicendo"piazza grande"-FATTO e non ha prezzo

evitare di essere usata da chi ti ospita come barbie-FATTO e per fortuna

andare al cinema-NON FATTO

dimenticare lo spazzolino da denti-FATTO

fare due ore di viaggio in treno col rompicoglioni di turno.quello che ti tartassa:come ti chiami,quanti anni hai,dove vai,cosa fai,sei fidanzata.per poi raccontarti la storia della sua vita,farti vedere sue foto sul telefonino,condite da"guarda,sto bene eh?",e continuare con domande del tipo:ti sto simpatico?ti piaccio?da uno a cento?-FATTO,ma è stata dura.

seguire ore e ore della peggio tv:amici,il ris,un ciclone in famiglia-FATTO,purtroppo

rompere un termometro-FATTO

rompere le palle via mail a vari blogger-FATTO,in questo sono bravissima

sentire di essere inadeguata,fuoriluogo,esclusa-FATTO

non riuscire a comunicare come vorresti-FATTO

essere fraintesa-FATTO(che novità)

allontanarsi dalle persone che reputi amici per non peggiorare la situazione,per paura di dire o fare qualcosa di sbagliato(forse è la cosa migliore da fare).magari devo esternare un'emozione e dato che non posso,allora,al diavolo tutti.sarà che mi sono alzata col piede sbagliato,o che necessito di continue conferme,o che di alcune cose non riesco a parlare,e con certe persone non ho più nulla da condividere.non mi sento libera di essere me stessa,mi sento costretta a interpretare il ruolo di quella forte,capace solo di scherzare,anche in maniera cinica,quella che non ha bisogno di nessuno.attenta a non far mai trapelare un briciolo di umanità,debolezza,ansia che mi porto dietro.oppure non ho capito un cazzo nè di me,nè di chi mi sta attorno.

Sabrina

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mercoledì, 09 febbraio 2005

Sabrina camminava per la strada, tranquilla. Riuscirò, si diceva, a risparmiarmi una morte per asterischi se Giorgio deciderà di scrivere tutto questo? Chi può dirlo, del resto. A volte basta una tegola. Meglio comunque degli asterischi. Era arrivata in Piazza Maggiore. Sapete, S.Petronio, PalazzoAccursio, LucaGiurato. Toh. LucaGiurato. Sabrina lo fissò un paio di volte, poi si allontanò. Le gocce. Orrende, le gocce, all'orizzonte. Camminava con le buste nella mano, nell'altra mano, nello zaino. Aveva fatto acquisti. Aveva dvd nello zaino, da dare ad altri. Cose da lasciare, cose da riprendere. Si spostò da Piazza Maggiore. Via Rizzoli, via Zamboni, Feltrinelli International. Si girò. Alle sue spalle, LucaGiurato. C'era un motivo per cui l'aveva seguita fin là? Perchè l'aveva palesemente pedinata. Cosa voleva da lei LucaGiurato? Molti non sanno neanche chi sia. Lei invece era impegnate a fargli perdere le sue tracce. La storia perdeva sempre più di lucidità, consequenzialità temporale, coerenza interna ed esterna, perdeva fogli per terra e fazzoletti per strada, perdeva coesione e sangue dal naso.

"Tarantino ne avrebbe fatto un film", provò a difendersi lui.

"Sì, come no. E Jens Lekman una canzone. "

"...Ebbè?"

"... finora sei solo tu che ne hai fatto un post. Di dubbio valore. E la cosa peggiore..."

"..." "...stai parlando da solo con te stesso come se foste due persone."

"Vado a dormire" "sarà meglio" " 'notte" "smettila di parlare da solo " "sogni d'oro anche a te"

[No, non lo faccio per vedere quando Sabrina mi caccerà di qua. Ma sto cominciando a pensarci. Comunque che sia stata pedinata da LucaGiurato è vero. Anche se non so che faccia abbia, LucaGiurato.]

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martedì, 08 febbraio 2005

 

Sabrina

postato da: tuttigusti alle ore 10:09 | Permalink | commenti (8)