sabrina è andata in tour.è stato un lungo weekend di musica. micah p.,perturbazione,jens lekman e per finire,feist nella capitale. la tre giorni bolognese mi ha permesso di identificare vari blogger.già la prima sera la trascorro in piacevole compagnia grazie a ele e paso.
venerdì ho un "compleanno da ricordare" e arrivata al covo sento giusto le ultime 5 canzoni dei perturbazione.poi saluto gigi e elena,faccio loro i complimenti,però,devo dirgli quello che penso"il nuovo album non spacca come in circolo".che devo fare,non mi è entrato dentro,ci sono degli ottimi pezzi,però non mi convince.ed elena mi spiega che magari questo è un disco che metti su quando hai bisogno di startene da solo a riflettere.in pratica,un album da cameretta.
nell'altra sala c'è dj enzo e si comincia a ballare su modest mouse,postal service,el guapo.e i perturbazione sono lì che si scatenano,ti vedono e ti coinvolgono nelle danze. sabato è la volta del bambolotto jens lekman(per il pubblico femminile),e delle sue ragazze svedesi e la guardarobiera del covo,che ha riscosso un notevole successo,per il pubblico maschile.
sono arrivati blogger da ogni dove:c'è mister"non ho più spazio per una spilletta sulla mia tracolla"enver;quello fresco di laurea,il blog della domenica;quello con la maglietta a righe,maxcar;quella che viene da milano,kit;quello che è scappato in stazione,mammara;quello che fa il milanese,lonoise.
mi avranno trovata piacevole come un pugno nello stomaco.quella sera ero davvero nervosa e neanche Jensino Lekman è servito a migliorare il mio umore.mi spiace,ma basta poco a trascinarmi giù.ho scelto la serata sbagliata per farlo ma sono cose che non riesco a controllare:le mie emozioni.proprio non ci riesco a camuffarle,a fare finta di niente e a tenerle per me.se non imparo a farlo mi rovino la reputazione da donna dura,aggressiva e insensibile. hai pure qualcosa da dire,da chiedere,ma al momento ti passa tutt'altra confusione per la testa. è che avresti bisogno di un appoggio,un punto di riferimento.qualcuno a cui esprimere questa tempesta che ti porti dietro,ma come ha scritto un mio amico,non c'è nessuno a cui parlare di certe cose.e allora trattieni e parli solo di stronzate.che problema c'è! avrei voluto ridurre in mille pezzettini il mio bicchiere,invece mi sono limitata a mordicchiarlo.altrimenti avrei distrurbato l'incantevole versione di "Julie" fatta da jens lekman con la sua chitarrina e senza microfono.
insomma,tra tanti blogger presenti, non sono riuscita a incontrare quello che conosco meno attraverso il blog ma più tramite le nostre chiacchiere,e un'altra ho avuto giusto il tempo di salutarla...mmmhh,sarà per la prossima. però sti blogger mi fanno i timidi:sono sempre stata io ad avvicinarmi e dire"sono sabrina,tu sei?",per poi sentirmi dire"lo so,l'avevo capito".forse li ho spaventati,non mi sorprenderebbe la cosa.
domenica sono al circolo degli artisti a vedere feist,in mezzo a romanacci e francesi.non mi dispiecerebbe affatto essere feist.è gnocca,ha fatto un disco che adoro.se la tira un pochetto,perchè si deve far acclamare per il bis,quando è tutto programmato,ma ci sta.non ricordo bene,ma deve aver chiesto al pubblico di dire qualcosa dell'italia o in italiano.uno ha urlato"carbonara":era lui.un altro ha colto l'occasione per chiederle:"torna a casa con me".bhè,ci ha provato.tra la folla c'è jens tutto solo e approfitto per fargli il cazziatone"non hai suonato happy birthday ieri!!!mannaggia a te!".
si fa conversazione con altri noti blogger,si prende il poster di feist,si torna a casa. e da oggi è partito l'ascolto del caro adam green. good night sweetheart...
ma che idea si fanno di me?l'apparenza inganna per quanto mi riguarda.sembro mamma o moglie.oggi,invece,mi han preso per una ragazzina che usciva da scuola.e poi per dottoressa.
"che ne dice dottoressa?"
io"come?non sono dottoressa"
"ah,ma io le ho visto i libri?"
certo.con un libro in mano o sei dottoressa o scrittrice!vabbè...
pensando al prossimo weekend:rema tutto contro.prima una certa persona mi scarica per una tipa francese(sappi che vengo a prendere quello che ho lasciato da te e poi non ci rivedremo più)e stamattina sorpresa!.sarà il caso di non partire?
almeno i post son qui davanti.e poi il blog ha deciso di fare come la sua padrona,cioè cambiare.
sti colori fanno tanto arredo bagno?
WE LOVE GUYS NAMED LUKE (Mu)
Nacque tutto da un paio di innocue domande poste dalla signorina S. verso la sottoscritta. Della serie, che telefilm guardavi, e gli anni 90 e così via. Ed eccolo, il post su commissione.
Quando saltò dalle mie labbra il nome di quel telefilm, la prima cosa che mi venne in mente fu la mia classe, alle elementari. Venti e più bambini, eravamo sul finire delle elementari, credo, quando ormai ti definisci grande. Stai per partire per le medie. Quando la nostra maestra, un giorno, ci ricamò una sorta di ramanzina contro "Beverly Hills 90210" e di quanto fosse diseducativo nei nostri confronti. Ah, il sapore dolce e ruvido della sregolatezza.
Il problema, dal mio punto di vista, è che ci credevamo. Il quartiere residenziale, le villone, quel verde sgargiante, le feste, ma attenzione anche il ribelle-di-turno, il signor Dylan che viveva da solo. Quell'aria da sovversivo, tenebroso e affascinante, era un piccolo universo televisivo, era uno spaccato giovani alle prese con i problemi e i drammi della vita. Le doppie punte, la tinta giusta da trovare, il vestito più figo da sfoggiare. Eh?!
No, è che. A parte dei ventenni che fingono di essere sedicenni, li avete mai visti fare dei compiti a casa? Il buffo è che nelle prime serie era tutto splendidamente ovattato, Beverly Hills emanava un non so che di sicurezza, di gioia tranquilla, le avventure ad incastrarsi di questi otto finti sbarbi, con la vita in pugno e i sorrisi fra le dita. Poi forse qualcuno, fra gli autori, si accorse che là fuori c'era il mondo, la vita vera. E allora ecco Dylan che si innamora della figlia di un boss, il padre che salta in aria, Kelly consacrata a capro espiatorio del telefilm passandone di ogni, dall'esperienza dell'aids all'aborto allo stupro e chi più ne ha ne metta. Povera Kelly. solo perché era bionda.
Il punto è che ci credevamo, le tasche del mio grembiule di scuola bianco ricolme di figurine, le magliette con il faccione di Dylan indossate durante le ore di ginnastica, un telefilm come veicolo di scambio e socializzazione, il bello di seguire le loro storie, il bello di guardare, e poi di parlarne in classe, nell'intervallo e discutere. L'iperbole è che ci credevamo e ora un po' mi chiedo come si faccia a credere e a palpitare per i tremolii di un gruppo di riccastri americani. Che poi venne Dawson e i suoi tormenti di piccola provincia americana, niente più fanciulli ricchi e viziati ma timidi adolescenti imparanoiati che parlano come dei trentenni.
Ma "Beverly Hills 90210" era il nostro approdo, è il nostro punto di partenza. Da lì è iniziato tutto il resto, ma lì ci sta un intero universo.
Che poi succede anche di imbattersi in qualcosa, in un doppiaggio del caro amato telefilm in un romanesco condito di parolacce e figure retoriche decisamente sessuali, il tutto ad opera di un certo gruppo, i Profilax, che ho scoperto essere anche simpatici ideatori di canzonette, in realtà la genialità sta nel loro doppiaggio casereccio, da Beverly Hills, a Beautiful a Dawson's creek.
Noi supportiamo la dissacrazione dei miti, o no? In fondo, prima o poi tutti cresciamo.